sabato 12 maggio 2012

Doku-soap: l´idiocrazia, le tette, la manipolazione del volgo


 Consiglio parassita nr. 78: sul lavoro, come nel privato, cerca di fare attivitá extra se non intelligenti almeno che ti diano qualche milligrammo di cultura in piú. Il cervello é un muscolo e allenarlo vuol dire diventare piú intelligenti e capaci!


Ancora un mese e il periodo di prova sará finito, poi ricominceró a guardare film sul lavoro.  Quindi per il momento ancora non ho abbastanza materiale di critica sulla nuova ditta, anzi, dato che mi trovo molto bene sará dura scartavetrare difetti su colleghi e lavoro...ma mi conosco e riusciró a strappargli i panni di dosso!
Oggi vi presento un tema a me caro: la televisione in Germania. 
L´ultimo pomeriggio passato davanti alla TV di Berlusconi é stato nel 2000. Poi ho cominciato a studiare e scaricare divx, poi sono emigrato e guardare la TV in tedesco non mi rilassava perché non capivo la lingua. Quindi l´unica TV che vedo é passandoci davanti durante le faccende domestiche o riguardandomi le chicche trash su internet e questo é sufficiente per un bel post sull´aria fritta.

Il tedesco, demonizzato dal fatto che dopotutto la tecnologia che abbiamo é sufficiente e quindi non necessitiamo di altra cultura per migliorarci, negli ultimi anni ha abbandonato l´interesse verso le cose intelligenti facendosi catturare da quelle piú stupide. Trend all´americana, sport estremi, umorismo volgare, calci nelle balle stanno facendo presa su una gioventú plasmata a trovare l´intelligente OUT e il fallito COOL. L´idiocrazia avanza in un paese dalla mentalitá lenta, che plasmata per anni e anni da media sempre piú stupidi non avrá la forza mentale di reagire e si adatterá ad una vita comoda e facile. La TV in Germania fino a pochi anni fa era culturale, poi le TV private hanno cominciato a degradare la cultura offrendo programmi freschi e format americani. Per fortuna non siamo ancora ai livelli italiani tette&culi ma ci stiamo arrivando. La televisione pubblica perde colpi e si adatta ad un pubblico di pensionati o vecchiotti. Le TV private aumentano di adepti e come target hanno il popolo-bue under-mittle class impoverito. Format televisivi tipo "grande fratello", "la fattoria", "la pupa e il secchione" ci sono anche qui e anzi ne hanno inventati ancora di piú perché il pubblico di lazzaroni ha bisogno di questo chewingum mentale (gli occhi ed in cervello masticano informazioni e le cancellano subito dopo) per passare la giornata e muoversi in risate forzate evitando le piaghe da decubito. Un rivoluzionario format tipicamente tedesco sono i doku-soap: finti documentari sui piú svariati temi fatti da attori: se non si fa attenzione la TV puó vendere realmente una bufala come veritá (e me ne accorgo spesso sentendo i colleghi raccontare la scoperta vista la sera prima, in un dou-soap, in TV). I personaggi inventati sono molto kitch, o naif, volgari o stereotipati, cosí da essere assimilabili a gente che ha solamente fatto Ie scuole medie. I doku-soap stanno diventando i nuovi spacciatori di cultura e questo é pericoloso in una societá che sta scegliendo l´oziositá come obiettivo di vita.   
Spesso usano questa tecnica anche in trasmissioni serie: piuttosto che recitare apertamente la situazione ne creano una girata in parte in presa diretta ed in parte tipo "confessionale". L´idea é quella di un´intervista piú approfondita, ma in veritá é tutto inventato. Capite perché é pericolosa questa tecnica? La gente ci crede e si fa una idea perversa della realtá!

Alcuni esempi, spacciati per reality. 

"Das Jugendgericht": una versione tedesca di "Forum" presenta noiosamente e senza pubblico un fittizio tribunale dove gente vestita di marrone o grigio annoia il volgo con racconti  di criminalitá giovanile. Un finto avvocato racconta da che parte sta la legge e il giudice decide. I momenti clou sono quando gli attori urlano e si dimenano per dare un aspetto umani e veritiero della nervositá che si vive in tribunale se accusati.

"Das Jugendgericht": Tipico personaggio stereotipato, notare le tettone volgari e la giacca da troione

"Raus auf den Messie-Chaos" é l´evoluzione del movimento di automiglioramento edilizio iniziato 10 anni fa in Germania sotto la spinta del fai-da-te all´americana (vedi "Einsatz in 4 Wände" con una cicciona arredatrice che sbarcava nel tuo monolocale e te lo riassettava a gratis facendone un attico da yuppie). Se i primi programmi insegnavano a restaurare la casa, rifare il giardino e motivavano il volgo a comprare attrezzi e materiale facendo fare soldi all´industria del fai-da-te, oggi la storia é degenerata presentando ditte specializzate che si occupano loro di restaurare e riparare. Il trash ha raggiunto una categoria di tedeschi che tutti conoscono e tutti evitano, i Messie. I Messie sono disposofobici, ovvero quegli individui che per via di disturbi mentali non riescono a buttare via niente, a tenere tutto ed a accumulare oggetti vari. In questa trasmissione vengono chiamati da parenti o amici di un Messie. La conduttrice va a casa loro e filmano tutta la merda che ha accumulato in casa, le cagatelle dei ratti, la muffa sul letto e i portaceneri stracarichi di mozziconi sul tavolo dove si mangia. Anche senza sentirne l´odore la conduttrice fa capire che la vasca da bagno piena di acqua verde fa venire da vomitare. Dopo una buona carrellata sul Messie e sul suo inferno la conduttrice decide la terapia. Mandano il Messie a dormire in una pensione e poi da uno psicologo e nel frattempo un paio di ditte gli svuotano la casa, buttano via tutto, disinfettano, restaurano e riarredano la dimora. Tutto finisce con le lacrime del Messie che torna, vede, piange non si sa se di gioia o di panico e promette che smeterá di fare l´asociale. La trasmissione gioca sul far vedere come certa gente riesce a vivere in un porcile autoindotto. 

So sah es vorher aus: Andrea Kirchner mit Kabel1-Messie-Coach Nada Castrup.
"Raus auf den Messie-Chaos": una sciora mostra come cucinare merda e scatolame su un forno elettrico, la conduttrice in camice antibatteriologico si pulisce l´indice guantato senza farsi beccare.

"Die super Nanni": dato che il Ritalin non fa bene, ci sono famiglie con figli talmente schizzati ed ingestibili o genitori talmente irresponsabili che decidono di chiamare la super-Nanni, ovvero una psicologa che studia sia i genitori sia i figli e decide che terapia di gruppo far fare alla famiglia.
Si va dal teenager che pesta ed insulta la madre (guardate il mitico "Felix" su youtube), al genitore turco con i biberon pieni di muffa, passando dal bimbo di 6 anni ingestibile che minaccia la madre cicciona e viziata di buttarsi dal balcone. Quello che ne viene fuori e che in ogni strato sociale, ricchezza, cultura ci possono essere problemi di convivenza e sia i genitori che i figli non possono sempre vivere in armonia. È propaganda pura: in Germania insegnano fin da piccoli che i genitori non ti possono tirare un ceffone o li puoi denunciare e i genitori che devono stare attenti a viziarti se no i servizi sociali mettono il naso in famiglia e ti portano via i figli. Questa trasmissione vende il sogno che una psicoterapia familiare in stile Scientology possa risolvere tutti i problemi caratteriali, logistici e edonici. Il mio commento alla fine di ogni trasmissione: a) un qualche ceffone ben piazzato ed il bimbo riga dritto b) i genitori dovrebbero preparasi e leggere un qualche libri di psicologia spicciola c) basta con questo socialismo che tutti possano avere un figlio ed educarlo: se sei un idiota irresponsabile che messagio/educazione puoi dare a tuo figlio?

RTL
"Die super-Nanny": notare il degrado sociale che deve far ridere e il tipico padre obeso con merenda in braccio. Un MuFuTi in primo piano in tinta col divano da discarica e la scoreggia smutandata della tredicenne completano il quadro grottesco.

"Bauer sucht frau": una trasmissione apice dell´idiozia tedesca dei Doku-soap. Pari ai giornali da donna-delle-pulizie come il Bild, questa trasmissione é amata da tutta la gleba con un salario sotto i 1000€ al mese. Trattasi di finti contadini che data la loro attivitá ed il vivere in campagna non riescono a trovare moglie. Una presentatrice vestita alla bavarese in mezzo a pulcini, mucche e fieno presenta questi esseri primitivi e gli propone due donne interessate alla vita in campagna. Le fanno vivere per due settimane insieme al pitecantropo e poi si sceglie se andare avanti o no. Situazioni grezze (spalare merda di vacca), stupide (la madre centenaria del contadino che parla solo dialetto e fa la caporiona) e demenziali (il contadino che masturba galline in diretta dicendo che cosí fanno piú uova) fanno parlare la gente in ogni pausa caffé.
Anche qui sento la puzza di propaganda: denigrando la cultura contadina la si ammazza e tutti dimenticano che senza di loro non ci sarebbe latte, verdure, carne etc.etc. Vogliono che rompiamo il legame Fattoria = natura = mangiare e che ci abituiamo al cibo prodotto in massa e in serie nelle fabbriche. Il contadino deve diventare una categoria per perdenti e dobbiamo prenderli in giro...molto triste e poco costruttivo.

"Bauer sucht Frau": una carrellata di stereotipi contadini. C´é l´idrocefalo, il mostro, il ciccione, lo spastico, quello con la Tourette, quello che é stufo di andare in Thailandia a scopar bambine, l´ermafrodito, quello che disegna cuori sulle mucche...

Sempre rimanendo nel campo della definizione di nuovi bersagli sociali, un´altra trasmissione che si chiama "Schwiegertochter gesucht" segue l´onda del trovare una compagna a zitelloni che vivono ancora con la madre. Presentano dei perdenti olimpionici sui 40-50 anni, brutti, asociali, che si lavano poco, disoccupati o con lavori ridicoli e cercano di accoppiarli a donne asociali, che si lavano poco e con un quoziente intellettivo minimo. Presentando questi mongoloidi come perdenti, il popolo-bue, percentualmente stupido, si sente tutto a un tratto intelligente e fiero del suo stato e vive allegramente....se non é manipolazione questa l´umorismo sta veramente messo male.

"Schwiegertochter gesucht": il perdente di turno presenta alle sue due ospiti la stanza degli ospiti (una mansarda piccola e umida in stipe Priklopil). L´essere a sinistra diventerá la sua concubina, con gioia del volgo che si gratta le palle sul divano.

"Die Autohändler": un officina gestita da due semitruffatori cafoni e buzzurri presenta situazioni quotidiane: si va dal turco che compra una vecchia mercedes e questa perde pezzi appena uscita dal garage, al giovincello che vuole comprare un auto e gli vendono un catorcio presentandoglielo come una Ferrari. La gente si diverte per via dei personaggi semplici, a loro modo vincenti (riescono a vendere un catorcio a caro prezzo fanno festa, guadagnano abbastanza per comprarsi una TV piatta, non usano l´intelligenza culturale bensí "suno furbi") e per via della cultura automobilistica di fondo, collante primordiale tra ogni tedesco, la trasmissione risulta piacevole e maschilista. La trasmissione ha avuto talmente tanto successo che hanno realizzato speciali a Mallorca (espatriati tedeschi che compravano auto da sti due truffatori) con tanto sole, tettine, bikini e spiaggia.

"Die Autohandler": sul cartello c´é scritto "Vieni a fatti inculare anche tu, cretino"

"Frauentausch": prendono due famiglie agli estremi (una ricca e una povera, una nazista e una turca, una nobile e una disoccupata) e per un mese scambiano le mogli. Situazioni tipo la ricca che organizza una cena per la famiglia povera e il capofamiglia che sclera in diretta per i soldi spesi, oppure la donna asociale che occupa i figli della famiglia bene facendoli giocare a solitario al PC e rollandosi sigarette davanti alla TV. Situazioni che creano tensione sociale e in cui automaticamente hai voglia di prendere posizione e discuterne...aria fritta.

Andreas Frauentausch Halt Stop
"Frauentausch": tipico stereotipo di asociale tedesco deforme e stupido, frutto di anni di endogamia. Se questa é la realtá dovrebbero costruire meno fabbriche e piú manicomi.

"Die Geissens": l´ultima di una serie di trasmissione con lo stesso format. Prendono una famiglia di milionari e li presentano come i piú stupidi e volgari della terra (vedi "Gli Osborne"). La famiglia in questione é composta dall´ex imprenditore diventato milionario negli anni ´90 che si é reciclato come venditore di ville a Mallorca (il sogno di ogni tedesco, non troppo distante dalla patria e con tanto sole). Si va dalla moglie scema che si vuole rifare le tette al marito che compra una fuoriserie e la demolisce dopo due minuti. La gente guarda, ride, sfotte ma soprattutto invidia quella ricchezza. Il messagio che vogliono dare é che i ricchi sono una categoria da compatire cosí che il popolino dimentica di quanto é bello avere soldi e fare un cazzo tutto il giorno. Potrebbero vendere il messagio: "ti impegni, fai soldi e migliori la tua cultura" invece no, preferiscono divertirci con "cene eleganti rovinate da cagnolini che vomitano" o "bambini ricchi ma isterici"...la nobiltá sghignazza serafica in sottofondo soppesando pesanti bicchieri di cognac in penombra.

"Die Geissens": ma che brutto essere ricchi.

"Berlin Tag und Nacht": l´evoluzione, ovvero l´incrocio tra doku-soap e reality, che si traduce in una trasmissione falsa e recitata ancora peggio del solito. Questa parla di un gruppo di giovani (una decina) che vive insieme in un megaloft nella capitale. Tra tradimenti e amori fra i vari membri del gruppo  sono scelti tra i vari stereotipi politically correct della societá tedesca di sinistra, quindi il negro, la lesbica, il campagnolo, il grafico. Tutte figure costruite a tavolino che hanno poco in comune con i veri alternativi, che mai si farebbero filmare nel loro habitat naturale e che al contrario degli attori della serie, vestirebbero piú volentieri un abito fatto da un amico designer e non certo capi di vestiario dettati dalla moda commerciale all´ingrosso del momento. 
Cercano di ricreare il telefilm "Friends" ma con note piú volgari e "realistiche". Mitica la scena del "nonno del gruppo", un muscoloso 40enne con la testa di toro, che scoperta la tresca fra sua figlia quattordicenne appena ritrovata ed il fancazzista del gruppo, lo insegue per le scale dell´ex fabbrica dove vivono e gli tipa una sventola che lo manda in coma per qualche giorno...alla gente piace.

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"Berlin Tag und Nacht": WOW MEGAESTREMO, una scena lesbica ricostruita con tanto di capelli spettinati e sfondo metropolitano...che é la butch?

Per un corretto instupidimento mediatico non dobbiamo poi dimenticare:

"Galileo": fino a un certo QI, se dici di guardare quotidianamente Galileo ti prendono per Einstein. Dopo un certo QI, se dici di guardare quotidianamente Galileo ti prendono per un mongoloide.
Galileo é una trasmisisone di novitá tecnologice, ricerca, nuovi prodotti, nuove tendenze, scienza e avventura. Tutte cose che un normale navigatore di internet sa giá due mesi prima del resto del mondo con pochi minuti di navigazione.

"Galileo": presentatore bianco innegrito per fare politically correct.

Se un paio d´anni fa questa trasmissione era composta di una decina di servizi (sui 5 minuti) in cui presentavano qualcosa seguendo un fil rouge, con un inizio e una fine, oggi "Galileo" presenta servizi banali, nascosti e incompleti che devono motivare l´idiota telespettatore ad andare sul loro sito internet per approfondire, trattandolo da "fai anche tu l´intelligente, usa internet e sorbisciti tutti i banner e le pubblicitá del web". Due perle di questa trasmisisone inutile sono: quando prendono due studenti e gli danno un prodotto da testare (tipo un ombrello antivento) e vedi sti due cretini che cercano d´organizzare dei test scientifici con materiale casalingo finendo logicamente nel noioso, e "Jumbo", un cuoco dalla stazza enorme che gira sponsorizzato per il mondo presentando ricette tipiche ed organizzando la versione gigante (l´hamburger piú grande, la paella piú grande, la frittata piú grande)...palloso e volgare. 

Jumbo: ha costruito un döner gigante, con carne di bambino Masai con le scarpe da tennis.  Un bambino piange perché Jumbo é un ingordo e non gliene da neanche un pezzetto. Anzi, poi si mangia anche il bambino che piange.

Galileo ha la funzione di vendere un briciolo d´intelligenza e di argomenti interessanti a chi ne é privo, creando situazioni grottesche a gente come me, superingegnere per grazia di Dio, che per educazione non osa ribattere alla cantonata scientifica presentata dal gommista, sentita la sera prima a "Galileo" e spacciata per sua. Suppongo che per vie traverse Galileo e compagnia bella siano finanziati dal CICAP...disinformazione di massa, neotargeting degli interessi, banalizzare la natura ed i suoi fenomeni, esaltare la tecnologia al servizio dell´umanitá...ci spatasceremo piú in fretta distruggendo quel poco di cultura che ci é rimasto. 

"DSDS": primo di una serie di target odiosi e presentati in ogni paese. Prendono dei giovani e li fanno cantare. Chi canta meglio (secondo una giuria di beceri ed il serio giudizio del pubblico-bue) vince, va in sala di registrazione e ci rompe il cazzo per il resto dell´anno con la sua hit in radio. Il trash si allarga quando oltre che a cantare i partecipanti possono presentare "quello che gli riesce meglio"...la "Corrida di Corrado" rimodernizzata. Queste trasmissioni, che tendono al canterino, insegnano ai giovanissimi che la musica é il motore dell´economia e che se sfondano nella massonica "the industry" poi diventano dei semidei. A me rompono il cazzo: meglio studiare un mestiere serio che tanto al giorno d´oggi l´arte é incomprensibile ai piú e i veri Mecenati sono stati sostituiti dagli Schiavisti.
Quello che non sopporto é come queste trasmissioni sono costruite intorno al politically correct: vince sempre quello in carrozzella, lo straniero, il disadattato, lo stereotipo. In tutta la Germania investono milioni in pubblicitá per creare "l´evento mediatico" e la derivante voglia di partecipazione. Se cercate "scuole di canto" in Germania io non ne ho trovate tante, quindi mi domando spesso da dove saltano fuori questi "talenti": autodidatti? Di famiglia canterina? Playback? Al posteriore l´ardua sentenza.

"DSDS": gioventú bruciata, o ammazzarli o mantenerli. Che bel messaggio multikulti che passano sti stronzi.

"Taff": come in ogni razza, anche in Germania il gossip fa vendere e tiene occupati. Solamente che i VIP in Germania sono tutti buzzurri ecco che in "Taff" ti vendono i VIP americani come se fossero i tuoi vicini di casa ricchi o i feudatari della cittá accanto. Senza scendere troppo in particolari, come dappertutto, te le presentano come gente semplice, che non fa un cazzo tutto il giorno e vivono nel lusso, ma che hanno problemi seri come scegliere le scarpe adatte o fingersi disturbati dai fotografi. Un bel "vaffanculo" in blocco alla categoria.

Trash che rende bene l´idea della TV spazzatura tedesca

Le varie classifiche: il weekend fanno spesso trasmissioni patchwork come "le 100 canzoni piú famose del mondo", "i 10 video piú divertenti dell´universo", "le 20 persone piú puzzolenti d´Europa" e via dicendo. Di solito certe trasmissioni vengono lasciate scorrere in sottofondo quando hai amici a casa e stai facendo vari giochi alcolici. Il finale é sempre deludente perché al primo posto vince quello o quella cosa che tutti reputano brutta o schifosa.
Non tralasciamo i giochi a quiz notturni con le conduttrici sceme e tettone, i doku-soap duri & puri sugli asociali al pomeriggio, le varie versioni tedesche di "Amici" o "Oprah Winfrey Show", la lista é lunga e non ho abbastanza balle da far cadere a terra per raccontarveli.

Documentari, reportage o servizi intelligenti stanno diventando sempre piú una raritá sui canali pubblici o privatamente gratuiti, forse per motivare il popolo ad abbonarsi ai vari "palco", "sky" e compagnia bella.
Di fatto questo trend sta distruggendo la cultura di molti individui, facendogli credere in una vita piatta che puó essere compensata guardando gente COOL sul piccolo schermo e rinforzando la propria stima riparlandone con i propri simili...ecco perché l´estremismo adrenalinico o i programmi superdemenziali vanno forte in TV e senza filtro su internet.

Stefan Raab, il re critico della TV spazzatura. Solo che fa ridere cosí tanto che alla fine fa un regalo alla manipolazione sdrammatizzando  il trash e rivendendolo come normale scatologia. Servo del potere.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata

giovedì 3 maggio 2012

Musulmanitá europea: il fallimento del multikulti

La nuova bandiera della Germachia, dopo la balcanizzazione del Reich
Consiglio parassita nr.77: quando hai un amichevole colloquio con un potenziale islamico, finisci il tuo racconto con un bel "inshalla"...vedrai che gli fará piacere e guadagnerai punti rispetto

Alla fine della seconda guerra mondiale, la Germania era messa maluccio: le grandi cittá erano state rase al suolo dai bombardamenti alleati, l´industria demolita, i soldati della Wermacht rinchiusi. Le donne hanno dovuto per prime ricostruire gli edifici, per questo é nato il nome di Ruinenfrauen, "le donne delle rovine", che smantellavano le case bombardate e le macerie, ricostruivano gli edifici ed in generale rimettevano in ordine materialmente la Germania. Negli anni cinquanta di uomini in Germania ce n´erano sempre pochini e gli ex-soldati non avevano ancora avuto il tempo d´imparare un mestiere diverso da quello del soldato, allorché ai vertici della politica venne in mente un idea: e se prendessimo a prestito uomini da altre nazioni?
Era rinato il termine del "Gastarbeiter", il lavoratore ospite. 
Negli anni vari popoli si erano prestati a questo ruolo, proveniendo da regioni povere e senza lavoro, emigravano per alcuni mesi a fare grana all´estero. Basti pensare ai minatori italiani in Belgio...
Tanti popoli vennero a lavorare in Germania ma i turchi, grazie a un accordo tra i due paesi nel 1961, in special modo: essi vennero in massa a lavorare nelle neonate fabbriche tedesche, poi dopo 6 mesi, un anno se ne tornavano in patria con il portafoglio pieno. 
Poi peró successe quello che Max Frisch definí benissimo in una sua frase: "volevamo braccia, sono arrivati uomini".

Andiam, andiam, andiamo a lavorar...

E l´uomo si sa, é un animale sociale: i turchi cominciarono a insediarsi nei sobborghi, poi chiamarono la famiglia in Turchia e la fecero arrivare...
E qui racconto il primo aneddoto che sentíi proprio per bocca di un turco: "se in una ditta tedesca c´é un turco, lui si integra, parla tedesco e si fa accettare. Se poi ne arriva un secondo succede lo stesso. Ma quando arriva il terzo turco, allora fanno comunella, parlano in turco fra di loro, tagliano i contatti con i colleghi tedeschi e creano un gruppo compatto di stranieri lamentoni, aggressivi e rovinano l´ambiente circostante. Il turco non é capace di adeguarsi e dove trova posto ci mette un pezzo di Turchia".

Parole sante, valide per molte altre culture.


Sembra di essere a Morat, o Murten, o Morat, o Murten, o Morat, o ...
In varie cittá della Germania, come Colonia, Francoforte, Berlino e Monaco, ci sono quartieri a dominanza turca dove negozi, bar, attivitá sono praticamente solo per turchi. Alla gente che ci abita sembra di vivere come a Istambul: donne col foulard sulla testa, uomini che guardano aggressivi, nessuno parla tedesco...e questo ai legittimi Germanici non piace.
Il governo tedesco dall´inizio aveva attuato un programma chiamato familiarmente "Multikulti", ovvero formulando l´ipotesi che due razze, se messe assieme nella stesa padella, con il tempo avrebbero imparato a sopportarsi e si sarebbero finalmente miscelate fra di loro creando una societá funzionante. Purtroppo non ci hanno investito tanti soldi o energia e nel 2010 la Merkel ha ammesso il fallimento di questo progetto utopistico mandato avanti con superficialitá.


Lo dico da Svizzero: anche da noi arrivano ogni 10 anni nuovi popoli a causa di guerre, carestie o altro...la prima generazione non capisce niente, ma lavora, la seconda prova a imporre la propria cultura straniera per sentito dire" ma alla fine fallisce (intanto comunque lavora), la terza generazione é Svizzera, con un altro colore della pelle e con la casa di vacanza al paese d´origine, e lavora: voilá, questa é integrazione!
In Germania invece non ha funzionato ed ora si ritrovano con una gatta da pelare che prenderá ancora un sacco di tempo:
- quartieri a maggioranza turchi dove non si parla tedesco;
- turchi estremisti che vivono di assistenza e vorrebbero turchizzare la Germania;
- una classe di lavoratori-schiavi turchi senza speranza di uscire dal ghetto;
- dei turchi tedeschizzati che hanno veramente successo e che a poco a poco si tedeschizzano;
- minareti e moschee vicino a monumenti "europei", che ogni architetto o urbanista storcerebbe il naso;
- giovani turchi che odiano sia la Germania (perché non é la Turchia) sia la Turchia (perché quando ci vanno in vacanza vengono sfottuti dagli autoctoni). Frustrazione abballa.

Bella gente incontrabile a Jungbusch, prima o dopo un giro nella macchina degli schiaffi

Il cliché tipico del turcotedesco é:

- famiglia numerosa con a capo il patriarca, sui 70anni, ex operaio. Moglie del patriarca é una donna sul 1,60m, 120 kg, nasone all´ebrea, scura e con un neo enorme sulla faccia. Poi vengono i figli, almeno un maschio, sposato ad una figona turca che purtroppo col tempo diventerá come la mamma, lui vende automobili o disoccupato, ma gira con un Mercedes comprato a credito o con i sudati risparmi della famiglia, lei casalinga e cagafigli. Il motto "mio figlio deve vivere come un pasciá" é la regola, quindi ogni spesa per il pargolo deve essere fatta (e giú ad aprire crediti, truffare e compagnia bella) . Le altre sorelle fino ai 16 anni possono fare quello che vogliono, poi diventano donne e la fanno usmare in giro giusto il tempo che non portano il foulard, ma se si toccano la famiglia ti accoltella. Poi si sposano rumorosamente e finiscono anche loro basse, grasse e con il neo.
Un aneddoto sulla mentalitá patriarcale: Stella in gioventú ha frequentato un ragazzo turco. Questo ha cercato di fargli il lavaggio del cervello convincendola che anche se lei era nata e cresciuta in Germania, doveva ritenersi cubana e comportarsi da cubana, perché il papá di Stella era cubano. Rispetto per la famiglia! Onore per il padre! Fortunamente lei lo ha mandato affanculo ed é tornata a spillare birra.

- il turco nato in Germania fa colazione con frustrazione e nostalgia, quindi odia l´essere in Germania e pensa che il tedesco é stupido, che ne sa piú di lui e che lo comanda. Se esce da questa fase riuscirá a lavorare ed in qualche modo ad integrarsi. Se non ce la fa suderá sette camicie per comprarsi un macchinone (di solito Mercedes o BMW), una giacca di pelle falsa (vedi skai), falsi vestiti alla moda (finti jeans Armani e roba Dolce&Gabbana comprati per pochi euro in Turchia) e passerá le giornate con un suo simile ad una pompa di benzina con annesso chiosco all´aperto a parlare di auto in turco e guardare storto tutto quello che respira sperando di poter cominciare una discussione sul razzismo tedesco e su quanto lui ce l´ha duro.

- le donne turche sono bellissime, fino ai 20 anni, poi o s´introieggiano diventando simili a delle dragqueen zingare, oppure si sposano e diventano basse, grasse e col neo. Hanno nel sangue il fuoco della loro razza ed essendo indottrinate dalla famiglia su quanto é bella la Turchia sono pronte a prenderti a unghiate se appena alzi la testa (Stella ha rischiato una rissa sul tram perché un gruppetto di ragazzine turche facevano casino e lei, dopo una giornata di lavoro masacrante, gli ha intimato di stare un po´ tranquille). Con i ragazzi tedeschi non possono aver contatto, solo con i loro fusti turchi. Se un tedesco le guarda troppo si ritrova i fratelli di lei intorno e viene scacciato/pestato/conciato in malo modo.

- i papá turchi sono come i papá normali ma al cubo. Coccolano e viziano il figlio in maniera estrema. Lo educano alla turcositá, creando una base di sicurezza che si spatascerá nella realtá intorno ai 15anni diventando la frustrazione sopra descritta.

- in autostrada, viaggiando a 120 km/h, ti ritroverai davanti una Mercedes C180 di vent´anni fa, un po´ arrugginita, che viaggia comoda a 85 km/h. Quando la sorpassi e guardi dentro vedrai alla guida un patriarca, con i baffi alla Stalin e un blazer marrone, sui sedili dietro o due sedicenni col chador, o 5 magli col chador, o due sedicenni, 5 mogli (tutte col chador) piú un paio di sorridentie marmocchi tutti insieme.

- tutti i Doner Kebab sono gestiti da turchi, punto e basta.

- se stai andando a fare fare bispoccia in tram, stai sicuro che oltre ai giovani tedeschi con la birra da viaggio, quanche strafighetta e qualche adulto che torna a casa, tuoi compagni di viaggio saranno almeno un paio di giovani turchi (sui 13 anni) che si urleranno stupidate in tedesco-turco per tutto il tragitto, molestando tutto e tutti, e se appena uno gli dice qualcosa alzano la cresta e o sfottono o peggio cercano la rissa. 
Una sera io e Ossi eravamo al McDonald, dopo mezzanotte. Fila lunghissima di ubriaconi come noi in fame alcolica. Entrano tre turchetti sui 18anni, il capetto era un armadio. Con fare da raz supera direttamente la fila, guarda il commesso e gli fa: "dai su, dammi due hamburger che ne ho bisogno", poi aggiunge che ha fretta e che deve continuare a fare festa (perché lui si sente megaimportante). La fila di gente comincia ad apostrofarlo e a scazzarsi. A un idiota magro magro vicino a lui viene in mente che forse con la folla dietro le spalle puó permettersi di fargli notare il suo egoismo: "Fai la fila come tutti noi" gli dice. Il turco non lo caga nemmeno. Allora il magro fa per picchiettargli su una spalla e l´altro continua ad ignorarlo. Al decimo tentativo finalmente l´armadio ottomano si volta, lo squadra e gli chiede se ha problemi. Il magro comincia a vacillare. L´armadio si toglie la giacca, la lancia al suo sgherro, tira un cartone al magro e lo sballotta per terra. Prende gli hamburger e velocemente escono dal McDonald. Tutti rimaniamo di merda (tutti siamo cmq troppo ciocchi per non ridere). Il manager salta fuori, si rende conto dell´aggressione, degli hamburger non pagati e fa una ramanzina al commesso che fa spallucce ed ha troppa gente da servire in quel momento. Il colmo é che 5 minuti dopo siamo io e Ossi alla cassa e aspettiamo i nostri panini. Il turcone torna, si piazza dietro di me e mi chiede, come fossimo amici da tempo: -Quel coglione ha chiamato la polizia?"- No, se ne é andato strisciando come una lumaca e stará morendo fuori da qualche parte - rispondo io - "Bene". Poi si rivolge verso il commesso e gli urla "Capooooo, non hai messo il ketchup nel mio hamburgeeeeeer, ne voglio un altrooooo! Che buzzurro  cafone.

- il giovano turco guarda a TV spazzatura e vedendo una similmoda latina (che qualunque altro tedesco capirebbe che é stupida e solamente per la teatralitá della scena) e cerca di evolverla. Si hanno cosí giovincelli dalla pelle olivastra con capiglaiture alla punk-elegante, a pesce tropicale ma rasati a tigre ai lati, a rasature a zero ma con scritte tipo ghetto americano,...il massimo sono quei turchi che per fare i duri si vestono Lionsdale, non notando che solo i neonazi possono vestirsi cosí e vendendo massacrati quando sbagliano fermata di tram. Il turco si sente molto vicino all´italiano della TV di Berlusconi: fusto, prestante, donnaiolo, macho. Infatti tra i turchi dilagano le bandierine italiane sui vestiti e sulle auto.

- stai bevendo una birra sulla terrazza di un bar e senti arrivare un´auto di grossa cilindrata: Audi R8 con musica turca a balla. Due galletti con gli occhiali da sole ti guardano cafoni, sgasano e se ne vanno...tanto per fare vedere a tutti che guidano un bolide (erezioneeeeee). La veritá é un altra: 1) uno dei due ha un cugino ricco che gli ha prestato l´auto 2) l´hanno affittata per un paio d´ore 3) l´hanno rubata e fra poco saranno in prigione 4) uno dei due l´ha comprata, facendo un credito pagabile in 5000 rate o fino a che il pronipote andrá a lavorare.

- in gruppetti da 2 o 3 fanno i galletti e se cammini per strada con una figona stai sicuro che faranno il teatrino in 3 fasi. Fase uno: gli fischiano dietro, se lei non li caga Fase due: la insultano dandole della troietta stupida che non capisce niente se sta con un non-turco, Fase tre: ricominciano dalla fase uno con un´altra coppietta. Ho detto coppietta perché si sentono talmente machi e sicuri della forza del gruppo che ci rpovano con la tipa anche davanti al suo partner/marito/ragazzo...a me é capitato e per fortuna che Stella non ha reagito se no a me mi piegavano come un Bretzel (non si picchia le donne, insegna Italian Spiderman).

- in generale, vivendo ancora tutti sotto il tetto di casa del patriarca, hanno molta difficoltá  a parlare tedesco. Mangiano turco, vestono turco, guardano TV turca, ascoltano musica turca, vivono tra turchi e imparano a criticare il tedesco e a vederlo come minaccia. Ecco quindi che gli manca l´arma della parola e si esprimono con frasi dirette, aggressive e slang che fa arricciare il naso anche a me che il tedesco lo massacro ancora (ma che adoro se parlato bene e pulito).

- l´unico modello di turco che funziona é quello che capisce da subito che l´agressivitá non risolve niente, che ama la propria cultura ma la pratica a casa sua, che capisce che adeguando alcune piccole abitudini turche e qualche piccola abitudine tedesca va d´accordo con tutti. Infatti ce ne sono di gente cosí: vengono a lavorare vestiti bene, sono socievoli al punto che ti invitano da loro la domenica, vogliono migliorarsi e migliorare la loro situazione, brava gente dal potenziale enorme...e sono i primi che criticano gli altri turchi come io qui sopra, definedoli primitivi, chiusi e bloccati dala loro mancanza (abbandono) d´identitá.

La Merkel affetta un pezzo di Multikulti per poi darlo ai maiali

Ed il tedesco come la prende? Nelle regioni dell´est, ex-DDR, non c´é stata l´invasione turca quindi non sanno cosa sono. Al punto che trattano il turco come qualsiasi altro straniero.Vi lascio immaginare la mia reazione quando una cretina, a Chemnitz, ha paragonato me (Svizzero per volere del Dio dei Perfetti) ad un gastarbeite turco...
Nelle altre regioni, specialmente quelle industriale (Triangolo Tecnologico e Bacino della Ruhr), dove i turchi hanno invaso in massa, il tedesco odia il turco per le varie ragioni sopra elencate. Purtroppo con la fine del nazismo e il lavaggio culturale fino al buonismo ed al contrappasso culturale "per aver bruciamo gli ebrei, ora per 1000 anni dobbiamo fingerci buoni" ha dovuto accettare di viverci assieme, ma cerca sempre di far capire, senza speranza, che c´era prima lui. Il turco magari la vince sul momento proponendo una condotta aggressiva e con tutta la famiglia urlante al seguito (tipo a Napoli), ma il tedesco ha famiglia ricca e con il tempo costruisce barriere economiche isolando il turco come i bianchi nordamericani hanno fatto con gli afroamericani: contryclubs, ghetti,... il turco, nella sua tendenza all´allargarsi socialmente, non ha abbastanza soldi e va a vivere relegato nei palazzoni popolari generando focolai di frustrazione e odio e la spirale ricomincia...ecco perché il multikulti tanto sbandierato non ha funzionato!
Altri popoli vivono in Germania e si adattano bene, vedi italiani, africani e asiatici, o si chiudono ermeticamente non rompendo le balle a nessuno (americani e comunitá russa
per esempio). I turchi no, non l´hanno ancora capita ed il tedesco é troppo impaurito per spiegargliela.
Riguardo alla religione, ho intuito che la musulmanitá turca in Germania é simile a quella iraniana pre-rivoluzione. Dato che i turchi espatriati provenivano dal ceto povero in Turchia, mancando l´imam di turno a tenerli a freno hanno allentato un po´ le redini e le regole religiose e si sono fatti abituare dai peccati materiali della perversa cultura europea. I turchi si presentano come musulmani ma non ne fanno tanta pubblicitá. Bevono alcolici, vanno volentieri a donne e scopicchiano come ricci...fino al matrimonio poi si dedicano anima e corpo alla famiglia. Un aneddoto é la frase di un comico turco-tedesco: la Germania é il paradiso dei turchi perché ci sono donne. In turchia ci sono solo madri o spose.
Mai visto un turco pregare o rompere le scatole sull´Islam, spesso ne ho sentiti criticare la Chiesa, ma solo per creare tensione sociale o cercare rissa. Ne deduco che da bravi mediterranei vivono la religione solo per tradizione e con rispetto, ma non ne sono integralisti.
Infatti in Germania mi ha sconcertato che la propaganda mediatica contro l´islam non prende mai in considerazione la comunitá turca, bensí quelle minoranze scarse di nordafricani (egiziani, tunisini) o arabi (iracheni, pakistani).

Bülent Ceylan, un comico turcotedesco divertente come un dito nel culo col la sabbia, che ha vinto un premio per l´integrazione, disintegrando 50 anni di multikulti pagato con le nostre tasse. Viva il popolo tonto

Soluzioni per il futuro:
Prima di tutto un iniezione di cultura e apertura mentale ai turchi. Dato che i tedeschi rispettano i lavoratori, di qualsiasi razza siano, i turchi devono rivendersi per quello che erano originariamente: lavoratori. I turchi devono smetterla di cercare di creare con tutte le loro forze una "Turchia in  Germania", una Turchia fittiza che si é fermata ai tempi dei loro patriarchi (e per questo motivo vengono spesso sfottuti anche in patria). Una iniezione di apertura anche ai tedeschi, che comincino ad interesarsi un po´di piú alla cultura turca, senza fermarsi al Kebab e all´Hashisha.
Per secondo il governo tedesco dovrebbe tirarsi su le maniche e organizzare un po´ piú seriamente un programma d´integrazione, basato su comuni esercizi di rispetto tra le varie comunitá, a cominciare dall´asilo. Basta con quelle serie TV (Cobra11) dove i due poliziotti turco e tedesco vanno d´amore & d´accordo e fanculo i pregiudizi, o fare vincere un cantante turco su DSDS (politically correct) o ancora premiare un comico tedescoturco con un premio per l´integrazione: sono tutte tecniche che calmano il tedesco ma che fomentano il razzismo tra i turchi falliti e i turchi vincenti.
Per terzo il turco dovrebbe occidentalizzarsi un po´ e smettere di vedere il tedesco come "maiale mollaccione senza rispetto per se stesso" e la donna tedesca come "cosa da scopare e fargli sentire il turco dentro". Da parte sua il tedesco dovrebbe capire che il turco non é solo parole ma che se istruito a dovere lavora da far paura e che le sue tradizioni sono divertenti e optano per la socialitá non solo della famiglia ma bensí anche del vicinato. Il tedesco dovrebbe vedere la donna turca come un tipo di femminilitá persa in Europa, fatta di rispetto per la famiglia, dovere verso il marito e i figli, stabilitá sul lungo termine (nonché bellezza e fantasia araba nell´intimitá della coppia) e smetterla di fissarsi sullo stereotipo della bionda scema.

Ecco, almeno ho finito questo post potenzialmente razzista con una nota costruttiva.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata, o in turco: Ödediği özgürlük kenara

domenica 15 aprile 2012

Per Vik

Un inchino a Vik, che un anno fa veniva assassinato a Gaza.

"Restiamo umani" é a poco a poco diventato un  mio sottotitolo. 

Lo ripeto mentalmente a ogni immagine violenta in TV, a ogni cattiveria che leggo in rete, a ogni ingiustizia che vedo quotidianamente.

Una bella persona ci é stata portata via e ci rimane un grande esempio da seguire. 

Come l´anno scorso, per Vittorio Arrigoni, scrivo in grande un

RESTIAMO UMANI.

sabato 24 marzo 2012

Stereotipi contro realtà in Germania: birra, auto e bionde?


Consiglio parassita nr.76: come da piccolo quando giocavi con gli utensili della mamma in cucina, in ufficio circondati di oggetti da scrivania e giocaci perdendo tempo.

Dato che in ditta é tutto tranquillo e i 100 giorni non sono ancora passati, continuo a riempire il blog con qualche riflessione.

Come avrete capito sono un attento conoscitore di clichés: da anni li ascolto e catalogo mentalmente.
Non per razzismo, non potrei definirmi razzista dato che ho troppo a che fare con stranieri e sono io stesso straniero in terra straniera, ma bensí per facilitarmi la vita e diminuire la percentuale di errore nella valutazione di qualcuno.
Se un amico ti confida che Pietro é un ladro, a te la scelta di testarne l´onestá, di mettere subito i tuoi averi in cassaforte o come faccio io di lasciargli il beneficio del dubbio, ma tenendo la mano attorno al portafoglio (non costa tanta energia e non mi mangio i nervi nella paura).
In tanti starete torcendo il naso pensando che io sia un sempliciotto, che il mondo é fatto da tanti individui distinti e che non si puó catalogare l´umanitá in razze o con un etichette. Lo storcete perché vi da fastidio l´estremismo del "tutti": "tutti i tedeschi son cosí, tutti gli italiani son cosá". Io sostituisco il "tutti" con "la maggior parte". La maggior parte di noi é stata allattata, si é sbucciata le ginocchia giocando, é andata a scuola con altri compagni e a 18anni ha fatto la patente, quindi perché essendo stati coltivati in una cultura non possiamo dire che "la maggior parte dei tedeschi é cosí, la maggior parte degli italiani é cosá"?

L´essere emigrato in Germania mi ha dato la possibilitá di testare tutti quei clichés tipici che la mia cultura mi é trasmesso sui tedeschi, per esempio:

- sono tutti biondi con gli occhi azzurri: i capelli non piú, ma per gli occhi é vero, il 95% dei miei colleghi di origine tedesca hanno gli occhi chiari.

- in Germania piove sempre: nell´immediato nord delle Alpi piove sempre (a Zurigo per esempio). In Germania invece ci sono regioni come il Palatinato dove hanno tanto di quel sole che cresce l´uva da centinaia di anni e fanno vini buonissimi (sia bianche che rossi).

- bevono birra come cammelli e mangiano würstel colazione/pranzo/cena: che bevano birra volentieri é un fatto, ma bevono anche vino (dai 30anni in su) e come in tutto il mondo si stanno facendo irretire da tutti gli alcolici dolci o di marca. La birra resta comunque il collante sociale per eccellenza: ci si trova tra amici in settimana a bere birra, si beve birra guardando la TV spazzatura, la grigliata perfetta si ha con birrette fresche...trovo che sia come nel resto dell´Europa, solamente che in Germania si ha piú scelta, la birra sia piú bevibile (dato il grande consumo l´hanno perfezionata nei vari aspetti). I würstel (e tanti altri stereotipi turistici, come i baffoni o i pantaloni di pelle), sono tipici della Bavaria e in Germania tutti odiano i Bavaresi.

- si vestono male: la moda tedesca non esiste perché pochi hanno i soldi per gustarsela. Lagerfeld é un genio incompreso che porta i guanti e il foulard tutto l´anno, che tutti rispettano ma nessuno sa cosa ha disegnato. Il tedesco impara la moda su riviste sponsorizzate da Esprit, H&M e Levis, quindi la moda in Germania é dettata dai commercianti e non dallo stile come in Italia o in Francia. Come in USA certi capi d´abbigliamento poi vengono portati anche dagli asociali con effetti tipo "pagliaccio da circo" (il kitch in Germania se non é ammirato é almeno accettato).

- la cucina tedesca si basa su 4 aliment base e sono cipolle, strutto, maiale e crauti: qui dovró aprire un post a parte

- sono diretti e duri: la lingua tedesca é dura e i tedeschi spesso pensano che se non capisci la loro lingua, urlando la capirai meglio...per questo sembrano tutti kapó. Se capite il tedesco cmq le frasi sono strutturate per essere dirette e senza fraintendimento. Anche l´uso degli aggettivi é molto piú azzeccato che in italiano. Loro usano tante parole per dire poco, quindi ogni parola da un senso piú preciso alla frase. Al di lá della sonoritá della lingua sono diretti anche nel definire: ti insultano senza problemi e senza temere una reazione "latina" (tipo una craniata su naso). Noi li vediamo duri ma sotto sotto sono dei bonaccioni che giocano a fare i macho. Cmq ancora una cosa: mio padre la prima volta che ha sentito Stella parlare mi ha detto che aveva paura di quella nazista, cosí dura e determinata...

- sono fiscale e burocratici: questo é vero. Rispettano le piccole leggi quotidiane come fare la fila, buttare i rifiuti nei cestini e fare silenzio, poi peró cercano senza riuscirci di fare i furbetti quando guidano, rubacchiando qualcosa, fregando su ebay...ma sono troppo quadrati e si fanno beccare. La burocrazia l´hanno inventata loro: formulari, questionari, fotocopie...in ogni ufficio, ente, dipartimento o comune sono strapieni di carta. Per fortuna funziona tutto bene e hano procedure per tutto ma io ho imparato a mai discutere, piuttosto chiedere mooolto gentilmente un aiuto, ma mai una spiegazione.

- sono precisi e lavorantoni: si e no. Per loro un lavoro si fa bene o non lo si fa, quindi giú a controllare 1000 volte. Ma appena il lavoro é finito via, si passa ad altro e quello prima fa giá parte del "vecchio".

- sono razzisti e nazionalisti (il retaggio nazisti gli é rimasto), credono ancora nella grande Germania: per niente. Il tedesco é felice di esserlo, ma la fierezza gliel´hanno annullata con la fine della seconda guera mondiale. È patriottico per il suo villaggio o al piú per la sua regione, ma non ha niente da spartire con i tedeschi del Länder vicino. Il nazismo ed i suoi derivati sono tabú nelle conversazioni e tutto quello che ha a che vedere con bandiere, stato e idee politiche viene discusso sottovoce se no potrebbe essere "apologia del nazismo". Di bandiere tedesche non se ne vedono tante in giro (solo per i mondiali c´era stato un ritorno di bandiere incredibile, ma poi più niente). Mostrare la bandiera suona "destroide".
Spesso peró quando sono arrabbiati o nell´organizzazione quotidiana ti rendi conto che il nazismo come lo conosciamo noi doveva per forza nascere in Germania...

- adorano l´Italia: hanno una visione romantica anni ´50 del bel paese. La costa Adriatica, la pizza, Firenze e la Toscana, Napoli col Vesuvio, Roma col Colosseo, gli italiani belli e machi, il mare e il sole. Clichés a manetta! Non conoscono per niente le storie di Mafia, criminalitá e corruzione. Pensano che Berlusconi era una specie di politico-attore, non si rendono conto che comandava il paese. Adorano la lingua per via di Ramazzotti (infatti a richiesta cantano il ritornello di "piú bella cosa", molto ridicolo vedersi).

- sono tontoloni e creduloni: si e no. Sí sono tontoloni, per via della lingua che necessitá di piú parole e tempo per trasmettere o capire un concetto; quindi un latino riesce a circuirli senza troppe difficoltá. Sí sono creduloni perché geneticamente non hanno il senso della bugia (se mentono non ce ne accorgiamo e loro fanno una brutta figura, come coi bambini bugiardi). No, non sono tontoloni o creduloni tra di loro, perché ogni tedesco teme il machismo del suo compatriota e sono sempre sul chi vive, studiandosi a vicenda e facendo a gara su chi é piú furbo...tipo due polipi in un aquario.


Altri clichés li ho trovati io stesso:

- odiano i turchi: anche questo lo spiegheró in un post a parte

- dormono sul letto, ma non su un materasso: in un trasloco, l´ultimo mobile che si smonta ed il primo a rimontare sará il letto, perché il tedesco mai accetterá di dormire sul solo materasso, sapendo di avere un letto (da montare) a disposizione. Penso sia una sottile latente sindrome di Asperger.

- hanno la cultura narcisita dell´auto e dei motori: fin da piccoli vengono indottrinati dai media e dalla famiglia che la Germania produce auto, le piú belle, le piú veloci, le migliori. Quindi crescendo cresce il sogno di averne una bella e poterla trattare come un figlio. La domenica in TV solo trasmissioni si automobili, poi si va a lavare l´auto (2 orette buone), si cambiano i tergicristalli 4 volte all´anno e si comprano gli pneumatici piú cari perché sono i piú sicuri. Se l´auto consuma chissenefrega, é un problema della natura, non dell´auto. Anche le donne ne capiscono di motori (!).

- tutto é organizzabile: prima di fare la spesa si fa la lista di quello da comprare. Se si ha un giorno libero bisogna per forza organizzare qualcosa da fare. Far niente non esiste, far niente vuol dire fare pausa. Pianificano tutto, anche con mesi d´anticipo, e dimenticano il "piano B": quando qualcosa va storto s´incazzano con loro stessi per ore e ore.

- amano stare nella natura, visitare i musei e andare alle terme: appena esce il sole bisogna sfruttare il bel tempo andando a passeggiare per boschie giardini. Come nei Simson ogni musei o trappola-per-turisti deve essere visitata, fotografata e raccontata. Fare campeggio é il massimo per il tedesco perché puó grigliare tutto il giorno, girare in mutande, stare vicino alla spiaggia e non spende molto.

- sono stati americanizzati: finito il nazismo i tedeschi hanno abbracciato in pieno la cultura americana (quasi simile: auto enormi, cucina basilare, culto dei simboli e delle marche). Quindi il tedesco sogna una casa spaziosa, oziare su un motoscafo in un laghetto, guidare un´auto dal motore enorme e mangiare qualsiasi cosa con litri di ketchup. La moda di vestire e di ammobiliare ne risente.

- sono pigri nelle lingue (l´inglese come metalinguaggio): imparano il tedesco per la comunicazione quotidiana ma pochi s´interessano alla letteratura. Per poter girare per il mondo o aver contatto con gli stranieri imparano molto facilmente l´inglese. Le altre lingue sono un lusso o sono da cafoni. Non fanno differenze di difficoltá tra l´arabo e lo spagnolo (noi si, abbiamo le categorie di lingue difficile, come il cinese, e facili, come lo spagnolo che deriva dal latino come l´italiano e il francese).

- amano viaggiare per curiositá e vedere le cose tipiche: fanno un sacco di viaggi, infatti é grazie a loro che noi Europei abbiamo a disposizione mete turistiche visitabili in tutto il mondo. Vogliono vedere le cose turistiche, quindi viaggi d´avventura non ne fanno. All´estero non fanno shopping (hanno paura della dogana), comprano solo souvenir-stronzate made-in-china. Amano viaggiare in comitiva, dimostrando una camerateria ed una socialitá strana ai nostri occhi (retaggio del socialismo e del siam-tutti-uguali-agli-occhi-del-führer).

- umorismo tedesco: zero sarcasmo, zero autoironia, si situa tra la "torta-in-faccia" e le "furberie-di-Pierino". In questo momento stanno vivendo la fase umoristica "cliché uomo-donna" e "cliché tedesco-turco"

- sono festaioli: incredibilmente se due tedeschi vogliono fare festa, ci riescono ed in pochi minuti riunisono un gruppo, tanta birra, mmusica e si tirano ciocchi ridenda e cantando felicissimi. Ai nostri occhi il loro divertimento non é chissá cosa...nei fumi dell´alcool fanno gare di machismo tipo bere piú birra, tuffarsi nudi in piscina e cose del genere. Ma loro si divertono un sacco. Hanno anche inventato un tipo di musica apposta per fare festa (vedi "Anton aus Tirol"). Non dimentichiamo che il movimento Techno degli anni ´90 l´anno fatto loro e ancora oggi esiste una scena techno/gabber/elettronica fortissima in Germania.

- gli uomini sono potenziali lazzaroni: un tedesco si autodefinirá sempre un bravo lavoratore (ha paura di essere licenziato), ma in privato, nascosto sotto il letto, zitto zitto sogna di stare spaparanzato in cannottiera su una sdraio a sorseggiarsi una bella birra ghiacciata. Solo che per dovizia potrá farlo solo nelle sue sudate ferie. Il lazzaronismo avanza a grandi passi grazie allo stato sociale che mantiene a vita con un tenore decente quindi sempre piú tedeschi lo praticano a spese di quelli che non hanno le palle per diventare asociali.

- le donne sono emancipate e pragmatiche: vi faccio un bel post tutto per le donne...

- doku-soap e TV-spazzatura: anche qui devo scrivere un post apposito

- odiano il francese, amano l´italiano: l´italiano lo trovano musicale, il francese da froci. Dei due popoli non conoscono minimamente storia e cultura (gli italiani sono passati dall´Impero Romano a Berlusconi, i Francesi da Napoleone a Sarkozi senza altre tappe).

- il feierabend, il brandtag e le festivitá: dato che adorano organizzare (vedi pianificazione), le festivitá vengono vissute con partecipazione "americana": decorano molto kitchamente (il kitch é accettato in Germania), comprano i gadget della festa, imparano le tradizioni e comicamente cercano di imitarle (vedi Halloween). Una volta al mese possono bruciare tutto quello che vogliono in giardino e facendo le cose in grande tutta la regione si trova sotto una cupa coltre di fumo chimicamente aggressivo (fanculo la natura, come con le auto). La sera, finito il lavoro, se il tedesco stra per uscire dall´ufficio non c´é verso di farlo tornare indietro anche solo per due minuti: il Feierabend, la serata-libera, é sacra e rispettata da tutti!



Ma interessante é quello che i tedeschi pensano di loro stessi e che le altre culture non sanno, poiché la lingua é la barriera piú grande da superare e come dico spesso "conoscere una lingua é l´inizio per capire una cultura". Dedicheró un bel post a questo tema.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata.

mercoledì 21 marzo 2012

La bomba del giorno: coming out e un po´ di sano razzismo




Consiglio parassita nr.75: chiudere la porta del tuo ufficio ti rende un asociale agli occhi dei colleghi, lasciarla aperta ti disturbano. L´equilibrio perfetto non esiste.

Dopo l´ennesima discussione sulla mia provenienza ho deciso di fare coming out per quelli che ancora non l´avevano capito: se parlo italiano ma non sono italiano le possibilitá non sono tante.
Potrei essere figlio di immigrati, averlo imparato a scuola oppure fare parte di una qualche altra nazione in cui si parla italiano, come l´Etiopia, la Somalia o la Svizzera.

Sono nato in Svizzera, al sud delle Alpi, in quella regione mite e soleggiata chiamata Ticino. Fin dalla piú tenera etá gli adulti usavano parole come "Svizzera interna" e "Italia".
Noi eravamo in mezzo.
In mezzo a due culture forti e radicate ci trovavamo a combattere per ricevere rispetto da uno e tolleranza dall´altro. Il clima in famiglia é sempre stato orientato alla fierezza di essere Svizzero: con i miei occhi di bambino vedevo mio padre partire in divisa per i corsi di ripetizione e tornare giorni dopo con la barba lunga. Il primo agosto tutta la famiglia si trovava abbracciata sotto una coperta a guardare i fuochi d´artificio. Il circo Knie, il museo dei trasporti e l´andare a sciare erano obblighi di ogni ticinese. A scuola ci redarguivano se sporcavamo l´italiano con parole dialettali, poiché ogni ticinese impara prima il dialetto e poi l´italiano. Per fortuna la mia generazione cominciava a guardare Mediaset (aveva i cartoni animati piú belli) e il gap linguistico non duró molto.
Avendo parenti in Turgovia vi era ammirazione da ambo le parti: loro avevano fatto fortuna come contadini coltivando acri e acri di terreno e noi vivevamo in un microclima caldo e sereno in cui crescono palme e tabacco.
Con il passare degli anni la mia cultura cresceva e le sfumature si accentuavano: parole come "zucchino", "todesk", "maiaramina", "badola" s´infiltravano tra le fessure della mia innocenza.
I commenti sulla lentezza degli Svizzerotedeschi che da piccolo suonavano divertenti diventavano veritá solidificandosi in fastidi. Guardandomi intorno mi rendevo conto che noi ticinesi eravamo sì fortunati a vivere sulle nostre terre, tra le nostre montagne, ma pagavamo il prezzo di politici scadenti e sottomessi a balivi finanziari che imponevano tanto e aiutavano poco: la famosa "confederella", ovvero il governo con sede a Berna.

Solamente il carattere fiero del popolo impediva una "tedeschizzazione" o "italianizzazione" culturale e ancora oggi questo carattere costruisce barricate psicologiche atte a rinforzare la nostra cultura e le nostre tradizioni, a discapito di quell´apertura mentale che in altri popoli é diventata punto di forza e diventando poco a poco "campanilismo di ritorno". Come un lettore diventa analfabeta, le nuove generazioni sono pilotate a dimenticare il punto di forza del popolo svizzero ovvero il non avere una cultura di formazione propria bensí di prendere il meglio delle altre culture, farlo suo, migliorarlo e creare sinergie con i nuovi alleati.
Ma torniamo al Ticino. Gli svizzeri tedeschi venivano in massa in vacanza e grazie al boom del dopoguerra avevano comprato ville e baite nei posti piú turistici: Ascona, Collina d´Oro e Valle Maggia, e come i loro vicini teutonici non si sognavano minimamente di imparare o almeno accennare a qualche parola in italiano. Ristoranti, bar, hotel si adeguavano al tedesco in segno di ospitalitá. Per questo oggi spesso nei ristoranti ticinesi si viene "attaccati" in tedesco piuttosto che nell´amata lingua autoctona.
Questo fomenta il fastidio, la paura della colonizzazione e la rinascita dell´estrema destra che prende questi episodi per farne lance demagogiche e influenzare le masse di cittadini pecore.

Dopo vent´anni vissuti in Ticino, a contatto con l´una, con l´altra e con tante altre culture (era il periodo della guerra in Bosnia e i rifugiati portavano i tipici problemi d´integrazione tra cui coltelli, parassitismo sociale e tante belle ragazze dai tratti zingareschi) sono andato a studiare in Svizzera Romanda e sorpresa: stessi problemi, stessi fastidi, stessi partiti destroidi che si lamentavano di questo spadroneggiare svizzero tedesco anche a punti piú estremi: mentre la nostra regione aveva come barriera naturale il San Gottardo, tra Svizzera romanda e Svizzera tedesca c´era una barriera invisibile ma invalicabile chiamata "Röstigraben" che determinava da che parte si parlava francese o tedesco e alcune cittá erano culturalmente divise in due (come Morat, Friborgo e Bienne). Le due culture non avevano praticamente contatti e vivevano ignorandosi.

Da bravo ticinesotto dovevo adoperarmi in una scelta ardua: tornare da ingegnere in Ticino, a far la fame in un azienda con colleghi massoni, leccaculo e con un dinamismo tecnologico lento e senza futuro, oppure restare in Svizzera Romanda, a fare la parte dello "Suisse-Spaghettii" o peggio del "ritalien" e cercare di accettare quelle sfumature tradizionali che anche se per poco, creavano una differenza tra le nostre culture.

Mia madre, saggia come sempre, mi buttó lí un opzione: da bravo ingegnere in Svizzera mi sarebbe capitato di sicuro di dover telefonare a Zurigo o a Berna, quindi dovevo migliorare il mio tedesco.
Detto fatto sono partito per la Germania, ma questa é un altra storia.
Ma tornando all´inizio del post, vi é una cosa che ogni uomo di una piccola etnia odia: l´essere paragonato all´etnia vicina, peggio se quest´ultima é deludente o dittatoriale.

Per non far scazzare da subito i lettori italiani, tranquilli, il mio é un razzismo di quelli sani. Ho tanti amici di Modena, Firenze, Milano, Friuli, Terronia e Napoli e lavoro settimanalmente con l´Italia. Loro mi prendono per il culo perché noi Svizzeri siamo tonti e io li prendo per il culo perché hanno votato Berlusconi e il bungabunga punto basta. Quindi mettete da parte la rabbia, non odiatemi, non lasciate commenti liberali che tanto li cancello, leggetevi il resto del post come se foste indiani o australiani.

Ecco quindi che come altre migliaia di volte una collega fa l´errore di darmi dell´italiano.
"Oh, apriti cielo", parlo italiano quindi sono italiano? NO, mi dispiace, sono Svizzero. Ma non Svizzero tedesco di quelli lenti e banali, e neanche di queli francesi che indistintamente sono uguali a un belga o a un canadese. Faccio parte di quella zona al sud delle Alpi, dove tanti di voi saranno andati da piccoli in tenda a prendere il sole nei campeggi e ad arrampicarsi su per le valli.
Si, sono uno Svizzero-Africano (o Afrikaschweizer).

"Sono Svizzero, fiero di esserlo fino al buco del culo e faccio anche parte di una minoranza, i ticinesi, che schiacciati dagli italioti al sud e dai barbari d´oltre Gottardo al nord si sono adattati a essere pochi ma buoni." Penso mentre la guardo a bocca aperta.

Parentesi:
Che poi se voglio dirla tutta essere ticinese in Ticino é una cosa merdosa, ma fare parte della diaspora di emigranti ticinesi in giro per il mondo é un onore: non passa giorno in cui non ricordo i nostri avi che partivano ragazzi a fare i rusca, gli spazzacamini in nord Italia, e un po´ piú grandicelli a vendere marroni in Francia e guadagnare dei bei soldi e tornare in valle con le scarpe nuove.
Anche oggi molti ticinesi scappano poiché il lavoro é poco e piatto e quelli che restano diventano vecchi a 20 anni e ripetono fino alla noia quante sono belle le montagne e ritrovarsi nell´unica bettola del villaggio.
Sono molto negativo verso la mia regione ma non vuol dire che non la amo, piuttosto ne sono un po´ deluso: con tutti i soldi che girano ed il potenziale delle menti che le abitano vengono prese le scelte sbagliate e le mafie di pochi rovinano il futuro di tanti.
Ma sono nato ticinese e alta porto la bandiera della mia razza.
Ho l´auto targata Ticino (a nome di mio padre cosí pago meno assicurazione). Non sono negro o olivastro. Parlo con un accento rotondo e non strascicato come a Napoli ma purtroppo l´ignoranza dilaga e quando un tedesco sente l´accento italiano s´illumina: "defe ezzere per forza italliaaano!".
Chiusa la parentesi.

Al che la collega si placa, e mi domanda perché parlo italiano....non reggo e come parlando a un mongolo gli spiego:
1) che in Svizzera parliamo 4 lingue
2) che il Ticino é in Svizzera e non in Italia
3) che é da 200 anni che siamo Svizzeri
4) che la mia auto ha l´autocollante CH (Confederatio Helvetia o per farli sorridere "Chocolat") e non "I" con la bandierina tricolore incollata al fianco.
5) che la nostra cultura é sí latina, ma non ha niente a che fare con l´Italia
6) che come con tutti i vicini, noi gli italiani li detestiamo per il disordine, la mafia, il voler sempre avere ragione, la vigliaccheria, la disorganizzazione e tanti altri difetti che se comincio finisco come mio cugino che ha tenuto un monologo di 45minuti di critica al bel paese.

A poco a poco la collega ha quasi capito (ma per lei é dura perché nelle sue terre si parla il tedesco e tutti sono teutonici). Per certe razze é difficile capire la mentalitá dei ticinesi, dei conflitti tra valloni e fiamminghi in Belgio, degli attriti fra Corsi e Francesi o fra Baschi e Spagnoli...io e la mia gente li possiamo capire perché li abbiamo vissuti passivamente.

Infine gli dico: "Lako Macciore" e finalmente il suo volto si illumina, cerca nei miei occhi un apertura e con una bocca muccosa mi dice entusiasta: "Desenzano zul Karta!".

Mavaffffffffffffffffffffffffffanculo.



Ritagliatevi la vostra libertá pagata.

P.S.:
In Ticino é bello nascerci e crescere (poca criminalitá,buone scuole, clima mite) ma poi bisogna usare il trampolino culturale e vedere cosa nel resto del mondo.

domenica 19 febbraio 2012

Fanculo il global warming


Consiglio parassita nr. 74: in un nuovo lavoro aspetta 100 giorni prima di fare critiche. Prima dovrai capire se hanno un fondamento e con chi sará meglio parlare.


Il primo mese e mezzo nella nuova ditta é passato e tanti piccoli cambiamenti sono arrivati. Se il 2011 é stato un anno fantasmagorico sotto molti aspetti (matrimonio, mobbing, viaggi, famiglia e tanto altro) anche il 2012 non sará da meno.


Prima notiziona: Stella è incinta e se Dio vuole a luglio diventeró papá. La gravidanza avanza bene fra umori ballerini della neomamma teutonica e calcoli finanziari del neo papá.

Purtroppo la legge di Murphi é sempre in agguato e anche se nella nuova ditta l´integrazione funziona perfettamente altri parametri mi giocano contro:
- ogni giorno mi faccio un´oretta di viaggio casa lavoro (tutta autostrada ok, ma mi devo svegliare alle 0600 per essere in ufficio alle 0730).
- il gelo delle ultime settimane ha devastato il fragile equilibrio motoristico della mia Punto: piscia diesel dalla pompa, perde refrigerante dal radiatore e gli ammortizzatori sono a battuta)
- l´acquisto delle stock option della vecchia ditta mi hanno svuotato i conto in banca e fino a maggio piangeró miseria.

Come dicevo Murphy é in agguato e devo prendere decisioni importanti:
- trovare un appartamento/casa in affitto vicino al nuovo posto di lavoro
- trovare una nuova auto
- spostarmi da qua prima che Stella stia per esplodere

La ricerca dell´auto negli ultimi giorni é passata in stand by perché a +4° funziona perfettamente e riesco a sopravvivere ancora qualche mesetto. Poi in Germania il mercato é strasaturo ed in un paio di giorni ti trovi una bella macchina con poche migliaia di euros. La ricerca degli appartamenti é tosta: cerchiamo minimo 4 stanze, 100m² e sotto i 1000 € non si trova niente...
Ho giá visitato una decina di appartamenti ma ognuno non corrisponde al lusso che cerchiamo.

Ma per quel che riguarda il lavoro é tutto rosa e fiori: il mio capo é professionale e simpatico, i colleghi amichevoli ed la giornata passa veloce senza tanti problemi.

Dall´inizio mi hanno dato un progetto "ibrido": devo costruire una macchina nuova che non esiste ancora. Poi devo seguire il progettone del mio capo che si spara 2 settimane di vacanza e per finire un collega andrá in pensione a fine marzo e devo ritirare e gestire il suo progetto. Tante responsabilitá mi fanno capire che faccio giá parte del team :-)

Fino a fine marzo resto in ufficio con il mio capo quindi mi adatto ai suoi ritmi: dalle 0730 alle 1630 si lavora, niente film o internet, serietá & devozione senza limiti.

Ma giá mi preparo per fine marzo: ufficio tutto per me, film, internet,...libertá pagata!

La qualitá del lavoro é ottima: il prodotto é facile ed ha un background di 40 anni, quindi non si fanno tanti errori. La ditta una decina di anni fa ha ricevuto la ISO9001: hanno trascritto le procedure come i lavoratori le volevano quindi é facile capire il fil rouge tra il cliente e il prodotto finito (nel public hanno una tabella excel con migliaia di link dove spiegano tutte le procedure, i contatti e addirittura le istruzioni per usare apparecchi e tecnologia).
Ogni informazione viene controconrollata 2 volte prima di venire archiviata o mandata fuori dalla ditta....figata! Nel vecchio lavoro avevo combattuto per organizzare una struttura come questa ma Budino non voleva...fanculo Budino! Qui tutto é facile, spiegato, senza possibilitá di errori e se ne capita uno é spiegato come fare per correggerlo....logico e megapratico.

Ora aspetto i 100 giorni poi cominceró a criticare.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata.

domenica 1 gennaio 2012

7 settimane di vacanza pagata


Consiglio parassita nr. 73: leggi bene il tuo contratto di lavoro e cerca quelle finezze che ti permettano di ritagliarti benefit e libertá pagata


Dopo la vittoria schiacciante in ditta io e Stella siamo andati a Punta Cana...

Partenza da Francoforte alle 0700. Arrivo a Madrid e primo ritardo di un´ora per il volo su Santo Domingo. Voliamo con Iberia: hostess sgraziate e poca voglia di farne. Dopo 2 ore dal decollo si decidono di darci il pranzo poi non le vedremo piú fino all´atterraggio. Sull´aereo mi becco un bel cliché d´italiani: la prima ora parlano di lavoro, la seconda della famiglia, poi di calcio, poi di come si scopa economico a Boca Chica.
Atterriamo e cominciamo a fare la fila per comprare il passaporto turistico: un foglietto stampato con tanti timbri per 10$ cadauno. 10 metri dopo siamo in fila per la dogana: ci chiedono il passaporto turistico appena comprato, lo scannerizzano e lo buttano in un tritadocumenti. Questo era il primo dei tanti segnali su cui si basa il mo concetto di "Repubblica delle banane".
Alla dogana consegno i 3 formulari per persona che ho compilato sull´aereo (uno per la merce, uno per dove dormiró, uno per chi sono e cosa faró a Punta Cana). Il primo lo cestinano senza leggerlo. Il secondo controllano se l´ho firmato, poi lo timbrano e lo tengono, il terzo lo timbrano, lo piegano e lo buttano via con il primo...
Andiamo al ritiro bagagli e lo scivolo é rotto: i bagagli vengono spinti da sotto dal negretto di turno...
Usciamo e troviamo un panzerotto mulatto dell´agenzia: ci caricano su un pulmino climatizzato puzzolente di fumo e arrivati gli altri turisti partiamo.
Il viaggio Santo Domingo - Punta Cana mi ha offerto alcuni quarci della Repubblica Dominicana la sera:
- l´autostrada é grossa come le nostre strade principali in cittá (8m);
- tutti possono guidare, fanculo la patente o le regole del traffico;
- sulla strada tanti baretti senza serramenti e la gente beve inclinandosi con la sedia in stile "messicano in siesta"
- chi non ha l´auto ha una motoretta: un milione di motorette con teenager in giro per le strade.

Arriviamo in hotel e siamo troppo stanchi per discutere dello schifo in camera ma la mattina dopo cominciamo veramente la vacanza: upgrade per suite enorme, all- inclusive anche al ristorante "à la carte", posizione della camera con bella vista (e non sulla palude).
Per 6 giorni il ritmo é: spiaggia, colazione, spiaggia, pranzo, spiaggia, snack, piscina, doccia, cena, nanna....megarelax! Ogni ora ridevo fino alle lacrime pensando a Giuda nella merda senza di me!
Dopo aver fatto il pieno di rum, sigari e caffé il ritorno é come all´andata: 3 ore di povertá tra Punta Cana e Santo Domingo, ritardo del volo Iberia di 2 ore, manchiamo la coincidenza a Madrid e perdiamo altre 5 ore, atterriamo a Francoforte alle 2100 al posto delle 1230...fanculo Iberia.
Tirando le somme la prossima volta andiamo sul lato "mare dei Caraibi": mare calmo per snorkeling, vegetazione meno noiosa, livello degli hotel non "all´ingrosso" come al nord.

Durante queste vacanze un martedí ci arriva una sorpresa che racconteró nel prossimo post.

Tornati in Germania programmiamo dicembre: un weekend me lo sparo a Düsseldorf da un mio amicone ex-collega a cui piace bere e divertirsi: prendo una ciocca da manuale al mercatino di Natale e non potendo reggermi in piedi rovino a terra perdendo il mio adorato cappello invernale...un amico dell´associazione studenti fa coming out e mi racconta la sua froceria ma purtroppo fa parte della categoria omosessuale- checca quindi piú che raccontarmi le sue esperienze mi snerva criticando i vestiti dell´H&M.

Per tanti giorni cazzeggio in casa: riparazioni, ordine, burocrazia, telefonate a vecchi amici e parenti,...bello dormire fino alle 1000, fare colazione e passare la giornata con lavoretti lenti e leggeri.

A metá mese andiamo in visita dai miei suoceri e controllo l´avanzamento dei lavori al Capri. L´idiota solo dopo averlo minacciato ha trovato il tempo di montare il motore nello chassis. Prossimo termine 31 marzo (ma con controlli ogni fine mese). Relax in famiglia a base di cucina teutonica.

A metá mese faccio due giorni di prova nella nuova ditta.

Per fine mese passiamo qualche giorno ul lago Lemano da amici e Natale lo festeggiamo con la mia famiglia in patria.

Torniamo per Capodanno in Germania e durante l´ultima spesa dell´anno incontro il Francese che mi racconta che il reparto di Giuda (costruzione) senza di me ha accumulato un mese e mezzo di ritardo....non posso fare altro che ridere di gusto!

Domani comincio nella nuova ditta...poi vi racconto.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata.