mercoledì 21 marzo 2012

La bomba del giorno: coming out e un po´ di sano razzismo




Consiglio parassita nr.75: chiudere la porta del tuo ufficio ti rende un asociale agli occhi dei colleghi, lasciarla aperta ti disturbano. L´equilibrio perfetto non esiste.

Dopo l´ennesima discussione sulla mia provenienza ho deciso di fare coming out per quelli che ancora non l´avevano capito: se parlo italiano ma non sono italiano le possibilitá non sono tante.
Potrei essere figlio di immigrati, averlo imparato a scuola oppure fare parte di una qualche altra nazione in cui si parla italiano, come l´Etiopia, la Somalia o la Svizzera.

Sono nato in Svizzera, al sud delle Alpi, in quella regione mite e soleggiata chiamata Ticino. Fin dalla piú tenera etá gli adulti usavano parole come "Svizzera interna" e "Italia".
Noi eravamo in mezzo.
In mezzo a due culture forti e radicate ci trovavamo a combattere per ricevere rispetto da uno e tolleranza dall´altro. Il clima in famiglia é sempre stato orientato alla fierezza di essere Svizzero: con i miei occhi di bambino vedevo mio padre partire in divisa per i corsi di ripetizione e tornare giorni dopo con la barba lunga. Il primo agosto tutta la famiglia si trovava abbracciata sotto una coperta a guardare i fuochi d´artificio. Il circo Knie, il museo dei trasporti e l´andare a sciare erano obblighi di ogni ticinese. A scuola ci redarguivano se sporcavamo l´italiano con parole dialettali, poiché ogni ticinese impara prima il dialetto e poi l´italiano. Per fortuna la mia generazione cominciava a guardare Mediaset (aveva i cartoni animati piú belli) e il gap linguistico non duró molto.
Avendo parenti in Turgovia vi era ammirazione da ambo le parti: loro avevano fatto fortuna come contadini coltivando acri e acri di terreno e noi vivevamo in un microclima caldo e sereno in cui crescono palme e tabacco.
Con il passare degli anni la mia cultura cresceva e le sfumature si accentuavano: parole come "zucchino", "todesk", "maiaramina", "badola" s´infiltravano tra le fessure della mia innocenza.
I commenti sulla lentezza degli Svizzerotedeschi che da piccolo suonavano divertenti diventavano veritá solidificandosi in fastidi. Guardandomi intorno mi rendevo conto che noi ticinesi eravamo sì fortunati a vivere sulle nostre terre, tra le nostre montagne, ma pagavamo il prezzo di politici scadenti e sottomessi a balivi finanziari che imponevano tanto e aiutavano poco: la famosa "confederella", ovvero il governo con sede a Berna.

Solamente il carattere fiero del popolo impediva una "tedeschizzazione" o "italianizzazione" culturale e ancora oggi questo carattere costruisce barricate psicologiche atte a rinforzare la nostra cultura e le nostre tradizioni, a discapito di quell´apertura mentale che in altri popoli é diventata punto di forza e diventando poco a poco "campanilismo di ritorno". Come un lettore diventa analfabeta, le nuove generazioni sono pilotate a dimenticare il punto di forza del popolo svizzero ovvero il non avere una cultura di formazione propria bensí di prendere il meglio delle altre culture, farlo suo, migliorarlo e creare sinergie con i nuovi alleati.
Ma torniamo al Ticino. Gli svizzeri tedeschi venivano in massa in vacanza e grazie al boom del dopoguerra avevano comprato ville e baite nei posti piú turistici: Ascona, Collina d´Oro e Valle Maggia, e come i loro vicini teutonici non si sognavano minimamente di imparare o almeno accennare a qualche parola in italiano. Ristoranti, bar, hotel si adeguavano al tedesco in segno di ospitalitá. Per questo oggi spesso nei ristoranti ticinesi si viene "attaccati" in tedesco piuttosto che nell´amata lingua autoctona.
Questo fomenta il fastidio, la paura della colonizzazione e la rinascita dell´estrema destra che prende questi episodi per farne lance demagogiche e influenzare le masse di cittadini pecore.

Dopo vent´anni vissuti in Ticino, a contatto con l´una, con l´altra e con tante altre culture (era il periodo della guerra in Bosnia e i rifugiati portavano i tipici problemi d´integrazione tra cui coltelli, parassitismo sociale e tante belle ragazze dai tratti zingareschi) sono andato a studiare in Svizzera Romanda e sorpresa: stessi problemi, stessi fastidi, stessi partiti destroidi che si lamentavano di questo spadroneggiare svizzero tedesco anche a punti piú estremi: mentre la nostra regione aveva come barriera naturale il San Gottardo, tra Svizzera romanda e Svizzera tedesca c´era una barriera invisibile ma invalicabile chiamata "Röstigraben" che determinava da che parte si parlava francese o tedesco e alcune cittá erano culturalmente divise in due (come Morat, Friborgo e Bienne). Le due culture non avevano praticamente contatti e vivevano ignorandosi.

Da bravo ticinesotto dovevo adoperarmi in una scelta ardua: tornare da ingegnere in Ticino, a far la fame in un azienda con colleghi massoni, leccaculo e con un dinamismo tecnologico lento e senza futuro, oppure restare in Svizzera Romanda, a fare la parte dello "Suisse-Spaghettii" o peggio del "ritalien" e cercare di accettare quelle sfumature tradizionali che anche se per poco, creavano una differenza tra le nostre culture.

Mia madre, saggia come sempre, mi buttó lí un opzione: da bravo ingegnere in Svizzera mi sarebbe capitato di sicuro di dover telefonare a Zurigo o a Berna, quindi dovevo migliorare il mio tedesco.
Detto fatto sono partito per la Germania, ma questa é un altra storia.
Ma tornando all´inizio del post, vi é una cosa che ogni uomo di una piccola etnia odia: l´essere paragonato all´etnia vicina, peggio se quest´ultima é deludente o dittatoriale.

Per non far scazzare da subito i lettori italiani, tranquilli, il mio é un razzismo di quelli sani. Ho tanti amici di Modena, Firenze, Milano, Friuli, Terronia e Napoli e lavoro settimanalmente con l´Italia. Loro mi prendono per il culo perché noi Svizzeri siamo tonti e io li prendo per il culo perché hanno votato Berlusconi e il bungabunga punto basta. Quindi mettete da parte la rabbia, non odiatemi, non lasciate commenti liberali che tanto li cancello, leggetevi il resto del post come se foste indiani o australiani.

Ecco quindi che come altre migliaia di volte una collega fa l´errore di darmi dell´italiano.
"Oh, apriti cielo", parlo italiano quindi sono italiano? NO, mi dispiace, sono Svizzero. Ma non Svizzero tedesco di quelli lenti e banali, e neanche di queli francesi che indistintamente sono uguali a un belga o a un canadese. Faccio parte di quella zona al sud delle Alpi, dove tanti di voi saranno andati da piccoli in tenda a prendere il sole nei campeggi e ad arrampicarsi su per le valli.
Si, sono uno Svizzero-Africano (o Afrikaschweizer).

"Sono Svizzero, fiero di esserlo fino al buco del culo e faccio anche parte di una minoranza, i ticinesi, che schiacciati dagli italioti al sud e dai barbari d´oltre Gottardo al nord si sono adattati a essere pochi ma buoni." Penso mentre la guardo a bocca aperta.

Parentesi:
Che poi se voglio dirla tutta essere ticinese in Ticino é una cosa merdosa, ma fare parte della diaspora di emigranti ticinesi in giro per il mondo é un onore: non passa giorno in cui non ricordo i nostri avi che partivano ragazzi a fare i rusca, gli spazzacamini in nord Italia, e un po´ piú grandicelli a vendere marroni in Francia e guadagnare dei bei soldi e tornare in valle con le scarpe nuove.
Anche oggi molti ticinesi scappano poiché il lavoro é poco e piatto e quelli che restano diventano vecchi a 20 anni e ripetono fino alla noia quante sono belle le montagne e ritrovarsi nell´unica bettola del villaggio.
Sono molto negativo verso la mia regione ma non vuol dire che non la amo, piuttosto ne sono un po´ deluso: con tutti i soldi che girano ed il potenziale delle menti che le abitano vengono prese le scelte sbagliate e le mafie di pochi rovinano il futuro di tanti.
Ma sono nato ticinese e alta porto la bandiera della mia razza.
Ho l´auto targata Ticino (a nome di mio padre cosí pago meno assicurazione). Non sono negro o olivastro. Parlo con un accento rotondo e non strascicato come a Napoli ma purtroppo l´ignoranza dilaga e quando un tedesco sente l´accento italiano s´illumina: "defe ezzere per forza italliaaano!".
Chiusa la parentesi.

Al che la collega si placa, e mi domanda perché parlo italiano....non reggo e come parlando a un mongolo gli spiego:
1) che in Svizzera parliamo 4 lingue
2) che il Ticino é in Svizzera e non in Italia
3) che é da 200 anni che siamo Svizzeri
4) che la mia auto ha l´autocollante CH (Confederatio Helvetia o per farli sorridere "Chocolat") e non "I" con la bandierina tricolore incollata al fianco.
5) che la nostra cultura é sí latina, ma non ha niente a che fare con l´Italia
6) che come con tutti i vicini, noi gli italiani li detestiamo per il disordine, la mafia, il voler sempre avere ragione, la vigliaccheria, la disorganizzazione e tanti altri difetti che se comincio finisco come mio cugino che ha tenuto un monologo di 45minuti di critica al bel paese.

A poco a poco la collega ha quasi capito (ma per lei é dura perché nelle sue terre si parla il tedesco e tutti sono teutonici). Per certe razze é difficile capire la mentalitá dei ticinesi, dei conflitti tra valloni e fiamminghi in Belgio, degli attriti fra Corsi e Francesi o fra Baschi e Spagnoli...io e la mia gente li possiamo capire perché li abbiamo vissuti passivamente.

Infine gli dico: "Lako Macciore" e finalmente il suo volto si illumina, cerca nei miei occhi un apertura e con una bocca muccosa mi dice entusiasta: "Desenzano zul Karta!".

Mavaffffffffffffffffffffffffffanculo.



Ritagliatevi la vostra libertá pagata.

P.S.:
In Ticino é bello nascerci e crescere (poca criminalitá,buone scuole, clima mite) ma poi bisogna usare il trampolino culturale e vedere cosa nel resto del mondo.

domenica 19 febbraio 2012

Fanculo il global warming


Consiglio parassita nr. 74: in un nuovo lavoro aspetta 100 giorni prima di fare critiche. Prima dovrai capire se hanno un fondamento e con chi sará meglio parlare.


Il primo mese e mezzo nella nuova ditta é passato e tanti piccoli cambiamenti sono arrivati. Se il 2011 é stato un anno fantasmagorico sotto molti aspetti (matrimonio, mobbing, viaggi, famiglia e tanto altro) anche il 2012 non sará da meno.


Prima notiziona: Stella è incinta e se Dio vuole a luglio diventeró papá. La gravidanza avanza bene fra umori ballerini della neomamma teutonica e calcoli finanziari del neo papá.

Purtroppo la legge di Murphi é sempre in agguato e anche se nella nuova ditta l´integrazione funziona perfettamente altri parametri mi giocano contro:
- ogni giorno mi faccio un´oretta di viaggio casa lavoro (tutta autostrada ok, ma mi devo svegliare alle 0600 per essere in ufficio alle 0730).
- il gelo delle ultime settimane ha devastato il fragile equilibrio motoristico della mia Punto: piscia diesel dalla pompa, perde refrigerante dal radiatore e gli ammortizzatori sono a battuta)
- l´acquisto delle stock option della vecchia ditta mi hanno svuotato i conto in banca e fino a maggio piangeró miseria.

Come dicevo Murphy é in agguato e devo prendere decisioni importanti:
- trovare un appartamento/casa in affitto vicino al nuovo posto di lavoro
- trovare una nuova auto
- spostarmi da qua prima che Stella stia per esplodere

La ricerca dell´auto negli ultimi giorni é passata in stand by perché a +4° funziona perfettamente e riesco a sopravvivere ancora qualche mesetto. Poi in Germania il mercato é strasaturo ed in un paio di giorni ti trovi una bella macchina con poche migliaia di euros. La ricerca degli appartamenti é tosta: cerchiamo minimo 4 stanze, 100m² e sotto i 1000 € non si trova niente...
Ho giá visitato una decina di appartamenti ma ognuno non corrisponde al lusso che cerchiamo.

Ma per quel che riguarda il lavoro é tutto rosa e fiori: il mio capo é professionale e simpatico, i colleghi amichevoli ed la giornata passa veloce senza tanti problemi.

Dall´inizio mi hanno dato un progetto "ibrido": devo costruire una macchina nuova che non esiste ancora. Poi devo seguire il progettone del mio capo che si spara 2 settimane di vacanza e per finire un collega andrá in pensione a fine marzo e devo ritirare e gestire il suo progetto. Tante responsabilitá mi fanno capire che faccio giá parte del team :-)

Fino a fine marzo resto in ufficio con il mio capo quindi mi adatto ai suoi ritmi: dalle 0730 alle 1630 si lavora, niente film o internet, serietá & devozione senza limiti.

Ma giá mi preparo per fine marzo: ufficio tutto per me, film, internet,...libertá pagata!

La qualitá del lavoro é ottima: il prodotto é facile ed ha un background di 40 anni, quindi non si fanno tanti errori. La ditta una decina di anni fa ha ricevuto la ISO9001: hanno trascritto le procedure come i lavoratori le volevano quindi é facile capire il fil rouge tra il cliente e il prodotto finito (nel public hanno una tabella excel con migliaia di link dove spiegano tutte le procedure, i contatti e addirittura le istruzioni per usare apparecchi e tecnologia).
Ogni informazione viene controconrollata 2 volte prima di venire archiviata o mandata fuori dalla ditta....figata! Nel vecchio lavoro avevo combattuto per organizzare una struttura come questa ma Budino non voleva...fanculo Budino! Qui tutto é facile, spiegato, senza possibilitá di errori e se ne capita uno é spiegato come fare per correggerlo....logico e megapratico.

Ora aspetto i 100 giorni poi cominceró a criticare.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata.

domenica 1 gennaio 2012

7 settimane di vacanza pagata


Consiglio parassita nr. 73: leggi bene il tuo contratto di lavoro e cerca quelle finezze che ti permettano di ritagliarti benefit e libertá pagata


Dopo la vittoria schiacciante in ditta io e Stella siamo andati a Punta Cana...

Partenza da Francoforte alle 0700. Arrivo a Madrid e primo ritardo di un´ora per il volo su Santo Domingo. Voliamo con Iberia: hostess sgraziate e poca voglia di farne. Dopo 2 ore dal decollo si decidono di darci il pranzo poi non le vedremo piú fino all´atterraggio. Sull´aereo mi becco un bel cliché d´italiani: la prima ora parlano di lavoro, la seconda della famiglia, poi di calcio, poi di come si scopa economico a Boca Chica.
Atterriamo e cominciamo a fare la fila per comprare il passaporto turistico: un foglietto stampato con tanti timbri per 10$ cadauno. 10 metri dopo siamo in fila per la dogana: ci chiedono il passaporto turistico appena comprato, lo scannerizzano e lo buttano in un tritadocumenti. Questo era il primo dei tanti segnali su cui si basa il mo concetto di "Repubblica delle banane".
Alla dogana consegno i 3 formulari per persona che ho compilato sull´aereo (uno per la merce, uno per dove dormiró, uno per chi sono e cosa faró a Punta Cana). Il primo lo cestinano senza leggerlo. Il secondo controllano se l´ho firmato, poi lo timbrano e lo tengono, il terzo lo timbrano, lo piegano e lo buttano via con il primo...
Andiamo al ritiro bagagli e lo scivolo é rotto: i bagagli vengono spinti da sotto dal negretto di turno...
Usciamo e troviamo un panzerotto mulatto dell´agenzia: ci caricano su un pulmino climatizzato puzzolente di fumo e arrivati gli altri turisti partiamo.
Il viaggio Santo Domingo - Punta Cana mi ha offerto alcuni quarci della Repubblica Dominicana la sera:
- l´autostrada é grossa come le nostre strade principali in cittá (8m);
- tutti possono guidare, fanculo la patente o le regole del traffico;
- sulla strada tanti baretti senza serramenti e la gente beve inclinandosi con la sedia in stile "messicano in siesta"
- chi non ha l´auto ha una motoretta: un milione di motorette con teenager in giro per le strade.

Arriviamo in hotel e siamo troppo stanchi per discutere dello schifo in camera ma la mattina dopo cominciamo veramente la vacanza: upgrade per suite enorme, all- inclusive anche al ristorante "à la carte", posizione della camera con bella vista (e non sulla palude).
Per 6 giorni il ritmo é: spiaggia, colazione, spiaggia, pranzo, spiaggia, snack, piscina, doccia, cena, nanna....megarelax! Ogni ora ridevo fino alle lacrime pensando a Giuda nella merda senza di me!
Dopo aver fatto il pieno di rum, sigari e caffé il ritorno é come all´andata: 3 ore di povertá tra Punta Cana e Santo Domingo, ritardo del volo Iberia di 2 ore, manchiamo la coincidenza a Madrid e perdiamo altre 5 ore, atterriamo a Francoforte alle 2100 al posto delle 1230...fanculo Iberia.
Tirando le somme la prossima volta andiamo sul lato "mare dei Caraibi": mare calmo per snorkeling, vegetazione meno noiosa, livello degli hotel non "all´ingrosso" come al nord.

Durante queste vacanze un martedí ci arriva una sorpresa che racconteró nel prossimo post.

Tornati in Germania programmiamo dicembre: un weekend me lo sparo a Düsseldorf da un mio amicone ex-collega a cui piace bere e divertirsi: prendo una ciocca da manuale al mercatino di Natale e non potendo reggermi in piedi rovino a terra perdendo il mio adorato cappello invernale...un amico dell´associazione studenti fa coming out e mi racconta la sua froceria ma purtroppo fa parte della categoria omosessuale- checca quindi piú che raccontarmi le sue esperienze mi snerva criticando i vestiti dell´H&M.

Per tanti giorni cazzeggio in casa: riparazioni, ordine, burocrazia, telefonate a vecchi amici e parenti,...bello dormire fino alle 1000, fare colazione e passare la giornata con lavoretti lenti e leggeri.

A metá mese andiamo in visita dai miei suoceri e controllo l´avanzamento dei lavori al Capri. L´idiota solo dopo averlo minacciato ha trovato il tempo di montare il motore nello chassis. Prossimo termine 31 marzo (ma con controlli ogni fine mese). Relax in famiglia a base di cucina teutonica.

A metá mese faccio due giorni di prova nella nuova ditta.

Per fine mese passiamo qualche giorno ul lago Lemano da amici e Natale lo festeggiamo con la mia famiglia in patria.

Torniamo per Capodanno in Germania e durante l´ultima spesa dell´anno incontro il Francese che mi racconta che il reparto di Giuda (costruzione) senza di me ha accumulato un mese e mezzo di ritardo....non posso fare altro che ridere di gusto!

Domani comincio nella nuova ditta...poi vi racconto.

Ritagliatevi la vostra libertá pagata.


venerdì 11 novembre 2011

Vittoria su tutti i fronti

Consiglio parassita nr. 72: dopo esserti licenziato, tira la corda ogni giorno di piú, potresti trovarti con una bella sorpresa.



Che peccato...volevo raccontarvi delle ultime tre settimane, con Giuda che ogni lunedí mattina mi spiegava cosa fare ed io che lo facevo diligentemente ed alcune vendettine che gli servivo ogni giorno, tipo dimenticare cose o mandare email megacariche tanto per tenerlo occupato ma é successa una cosa bellissima, che capita una volta nella vita e purtroppo dovró postarle in futuro...

Cominciamo da questo lunedí: faccio come al solito la riunioncina con la segretaria e Giuda. Dato che Giuda arriva in ritardo parlotto con la donnina ed ad un certo punto gli dico in faccia: "Questa ríunioncina é proprio tempo perso"...lei sorride ed arriva Giuda. Mi da il lavoro da fare e quando mi chiede del lavoro svolto rispondo a monosillabi. Poi mi racconta che devo fare un lavoro di merda e gli dico chiaro e tondo che non lo voglio fare: lo reputo improduttivo e dopo 5 anni che faccio tutte le macchine questo é proprio denigrante. Mi risponde contrariato che invece é un lavoro produttivo. Faccio spallucce e me ne vado, ma non prima di avere notato che gli vibrava il labbro e la mano, sintomi tipici dell ´esaurimento nervoso o dell´odio estremo...

Per tre giorni arrivo alle 0900 e me ne vado alle 1600...7 ore scarse di presenza in ditta. Bevo 18-20 tazze di caffé e sono in internet tutto il tempo (il suo lavoro megaproduttivo l´avevo finito in mezz´ora). Mentre lavoro fischietto e canticchio allegro, dando i nervi a Giuda che non osa dirmi niente. Ogni giorno prendo 2-3 classatori con progetti da me svolti, li svuoto, butto i fogli nel tritadocumenti e rimetto in classatore al suo posto (sorpresina per Giuda e Pecora quando si accorgeranno che ho distrutto il know-how su carta degli ultimi 5 anni).

Arriviamo a ieri, giovedí: arrivo alle 0900, faccio un cazzo fino alle 1100 poi vado a prendere un portatile che devo fare una presentazione sul nuovo prototipo su cui lavoro da qualche mese. Faccio una presentazione con i controcazzi e tutti i capiprogetto presenti si congratulano con me. Pausa pranzo poi caffé e internet fino alle 1430.

Giuda mi chiede di venire 2 minuti fuori. Entriamo nel container conferenze e mi trovo la segretaria e Budino. La segretaria mi spiega che negli ultimi giorni sono diventato impossibile e che mi offrono di stare a casa, pagato, fino alla fine del contratto (31.12.2011)...mi legge il contrattino e alla fine chiedo da bravo bastardo: "E se io non sono d´accordo e voglio lavorare fino alla fine?"
Le tre mascelle cadono all´unisono sul tavolo, si guardano e nessuno riesce a dire niente.
Riprendo la parola e dico che ne parleró con il mio avvocato e che gli rispondo entro un ora.
Esco saltellando, impacco le mie ultime cose e faccio un giro di saluti. Poi alle 1520 porto il contratto firmato alla segretaria e torno nel container. Giuda lo sa giá: si alza e si mette in piedi vicinissimo a me chiaramente incazzato e con la voglia di fare il poliziotto. Lo guardo e gli dico "Me ne vado"...lui risponde"Chiudi il PC, prendi le tue cose e ti accompagno fuori".
Prendo le mie poche ultime cose sfottendolo poi usciamo insieme dal container.
Gli dico "Tschüß" sorridendo e lui borbotta un "Tschüß".
Mi volto e me ne vado.

In pratica ora non devo piú lavorare: solo stare a casa, pagato, assicurato, fino alla fine dell´anno...cosa voglio di piú?

VITTORIA SU TUTTI I FRONTI !!!!!!
CON QUESTO HO RAGGIUNTO IL PODIO DEL PARASSITAGGIO AZIENDALE!!!!

Tiriamo le somme:

1) A Gennaio mi distruggono la carriera
2) A Febbraio cominciano a mobbarmi
3) A Giugno mi discriminano
4) A Luglio mi gikanano ed il direttore mi da torto
5) A Agosto mi prendo 4 settimane di pausa
6) A Settembre cominciamo un Kindergarten a tre
7) A Ottobre trovo un nuovo posto di lavoro spettacolare e mi licenzio
8) A Novembre accenno appena un po´di anarchia e comincio una serie di piccole vendette e terrorismo aziendale
9) A Novembre mi offrono 7 settimane di vacanza pagata per starmene fuori dai coglioni...

...e fra qualche ora io e Stella partiamo per una settimanella a Punta Cana...

Ritagliatevi la vostra libertá pagata!


martedì 8 novembre 2011

La nona di Beethowen


Consiglio parassita nr. 71: per ogni momento della nostra vita ha una colonna sonora. A volte triste, a volte allegra, a volte potente. Pensateci e compratevi un ipod.

Tre settimane fa, un giovedí, salgo in direzione e chiedo un "Aufhebungsvertrag", ovvero un contratto di scissione dove la ditta ed io decidiamo di lasciarmi andare, senza penale, prima del tempo. Infatti andandomene in due mesi non potevo restare con il contratto di lavoro che ne voleva 6...la segretaria mi guarda seria e mi chiede: - Ma hai giá un altro posto? ed io - No, non ho niente, voglio fare il barbone e drogarmi duro...
Cosí non gli vengono strane idee (tipo farmi pagare penali...) e mi lasceranno andare tranquillo tranquillo...

Torno in ufficio e mi arriva una mail dalla segretaria: il direttore é d´accordo, ho avvisato anche Budino.

Il martedí successivo mi arriva il contratto, lo firmo e il giovedí sera lo do indietro: ora è ufficiale che il 31.12 sará il mio ultimo giorno di lavoro in questa merda di ditta.

Venerdí mattina, due settimane fa, arrivo alle 0800 in container. Giuda mi chiede 2 minuti di colloquio:
- Hei Tenio, ho saputo che ti sei licenziato !?!.
- Si Giuda.
- (!!!) Perché non ne hai parlato con me?
-...
- (!!!) Perché non lo hai detto a nessuno?
- Erano cazzi miei.
- (!!!) Ma quando contavi di dirmelo che te ne vai?
- Non lo so
- (!!!) E lo avresti detto a qualcun altro?
- chiaro che si.
- (!!!) E quando? Quando contavi di dirlo? Quando contavi di dirmelo???
- ...SORPRESAAAAAAA!

E gli ho piantato un bel sorrisone. Lui vibrava di vergogna e gli leggevo negli occhi il suo odio per la mia "poca professionalitá" e da bravo perdente é tornato in ufficio con la coda tra le gambe, ma non prima di avermi chiesto la cosa piú importante per lui, il suo lavoro, il suo reparto e tutta la ditta:
- Dimmi Tenio, cosa devi dare indietro prima di andartene?
- Solo le chiavi, caro Giuda...

Certe cose, dopo 8 mesi di mobbing spietato, discriminazione e Gikane, non hanno prezzo. Nella testa mi rintronava la 9a di Beethowen.

La cosa buffa é che Giuda e Budino sapevano che avevo chiesto il licenziamento giá dal primo colloquio con la segretaria ma pensavano che bluffavo in vista del colloquio annuale. Io senza neanche pensarci ed avendo giá firmato per il nuovo lavoro ho firmato e ciao a tutti...gliel´ho messa in culo alla grande. Evvvvvvvaaaaaaaiiii!

Ritagliatevi la vostra libertá pagata

P.S.: nella foto di apertura le balle di un muflone selvatico, grandi come due palle da tennis...lui ha vinto ma io non lo distanzio di molto.

martedì 1 novembre 2011

Il posto d´oro


Consiglio parassita nr. 70: mai sottovalutare i tuoi colleghi marchiandoli come idioti. Studiali, scopri i loro punti deboli, leggi dei libri di psicologia ed impara a gestirli.

A inizio ottobre si fa viva una ditta che ha ricevuto la mia candidatura come ingegnere di progetto. Si fa un colloquio telefonico brillante dove mi chiedono di tutto e scopriamo che tutti e due (la ditta e me stesso), lavoriamo nello stesso campo (chimica) e ci stiamo cercando reciprocamente. Loro cercano un costruttore di impianti chimici con esperienza ed io lo sono.

Chiudiamo il colloquio telefonico con il direttore che dice: " Bene, ci dobbiamo per forza incontrare e discutere un po´".

La settimana dopo mi fingo malato e vado a colloquio con sta ditta. Parliamo per due orette e gli presento i miei disegni, i miei progetti, le macchine che ho costruito in questi 5 anni (fanculo il "Confidential" che ho firmato in ditta), qualche balla ma molta molta umile veritá (se non so usare un software perché mentire e fare la figura da cioccolataio?). Poi visito la ditta e finiamo il colloquio io ed il direttore: quanto voglio di salario e le solite domande di rito (vacanze, premi, carriera,...). Ci salutiamo con lui che mi dice: "Bene, io la voglio nella mia azienda. Non la lasceró scappare a mani vuote. Entro domani sera le invio un offerta (che non potrá rifiutare).

Il giorno dopo, era un venerdí, partiamo per andare dai genitori di Stella. La sera controllo le mail e mi leggo l´offerta: pianto un urlo di gioia e sbavando lo racconto a Stella e ai suoceri e stappiamo un paio di birrette!

Per contratto mi danno una paga enorme, 12% in piú di adesso. 30 giorni di vacanza all´anno, 1/2 stipendio di premio per l´estate, 1/2 stipendio di premio per Natale, bonus di motivazione a fine anno, stesse regole come adesso per quel che riguarda la giornata (orario flessibilie, bibite gratis, internet e telefono liberi) e cosa molto importante per me: qualifica come Senior Engineer / Projektleiter.
La ditta lavora nel campo della distillazione e mi offre un pacchetto completo di esperienza nel capo "tecnica del vuoto" e "distillazione", tutta roba che mi tornerá utile in futuro. Con la mia esperienza in forni e termodinamica mi offrono a tempo debito una posizione di caporeparto.

A giá: niente piú container, mi becco un ufficio tutto mio!

Ritagliatevi la vostra libertá pagata.

lunedì 31 ottobre 2011

Colloqui di lavoro & una sorpresa paffuta


Consiglio parassita nr. 69: fai amicizia con i tuoi colleghi e se qualcuno lavora in nero approfittane per la tua vita privata.

Dopo 5 anni rimettersi sul mercato del lavoro è stato facile: 5 anni di esperienza, un Curriculum bello impaginato, una camionata di certificati e via: jobrapido, stepstone, monster,...

Ma prima un paio di considerazioni:
- i cacciatori di teste rompono mega i coglioni. Si presentano come amiconi, ti propongono un posto di lavoro poi non si fanno piú vivi per mesi. Ti estromettono dalle ditte grosse e ti trattano come un pacco. e se il colloquio viene organizzato tramite sti bastardi non ti viene pagata la trasferta.
- in Germania mancano 35000 ingegneri, ma stranamente le ditte cercano ingegneri megaspecializzati e li pagano poco (tipo se cercano un ingegnere specializzato in bicchieri e tu ti proponi perché hai esperienza in bicchieri, tazze e piatti, ti scartano perché sei troppo qualificato e gli costi troppo).
- le ditte tipo ferchau, euroengineering, hays e altre che "affittano" ingegneri ti bussano alla porta ogni 5 minuti offrendoti lavori a progetto per qualche mese in ditte da schifo, nella scrivania piú scranscia e senza troppi benefit.
Da metá luglio a ottobre ho inviato 90 candidature. 45 non ancora risposte, 10 a cacciatori di teste che non hanno mosso un dito, 20 no secchi, 15 colloqui.
Di questi 15, 10 erano telefonici molto comici e pieni di leccaculismi da entrambe le parti e 5 presso le ditte.

Dopo tre mesi una ditta perfetta mi voleva a tutti i costi e ho accettato.

Due colloqui sono stati al limite del grottesco.

Il primo a Berlino: una piccola ditta cercava un capoprogetto per batterie per auto elettriche. Mi presento in giacca e cravatta, l´esaminatore é il padrone dell´ufficio d´ingegneria. Parliamo per 4 ore di prodotti e lavoro e alla fine mi vuole prendere. Mi fa la sua offerta: ha bisogno un costruttore che faccia anche mansioni di capoprogetto, segretariato, vice direttore, gestione di altri costruttori, rapporti col cliente, viaggi all´estero per rappresentanza, fargli il caffé ....un factotum. La paga sará quella minima per uno studente appena uscito dallo studio (intorno al 45000 lordi). Lui pensa che io ci sto e continua a raccontare cazzate: gli straordinari non me li paga, l´assicurazione malattia é a carico mio, le vacanze vediamo poi. Il contratto lo scriviamo a due su un rotolo di carta da cesso. Lui é un dottore e vuole che anche io mi comporti da dottore, quindi se lavoreró per lui due orette al giorno le passeremo a praticare un buon tedesco leggendo testi di Goethe. Finiamo il colloquio con io che gli prometto di mandargli le mie note dell´uni di 6 anni prima...ma vaffanculo va.

Il secondo sempre a Berlino: una grande ditta che costruisce autoclavi. Da 5 anni cercano un ingegnere costruttore per sviluppare idee che tengono nel cassetto da un bel po´. Mi propongo, mi vendo e come al solito mi fanno capire che andrei benissimo, ma che loro col cazzo che mi pagano il dovuto...hanno avuto altri candidati con piú esperienza (piú vecchi) che erano pronti a lavorare per molto meno (mi devo vergognare)...dopo i salamelecchi di saluti promettono di farsi vivi poi mi spediscono un bel no.

A Ottobre io e Stella decidiamo che Berlino quest´anno non funziona. Troppa paura economica, troppe ditte che approfittano dei bassi salari, poche offerte valide.
Invio le ultime 10 candidature nella regione e dopo 3 giorni una ditta si fa viva per telefono...ma ve lo racconto nel prossimo post.

Dopo tutto questo stress anche per Stella cominciano i problemi. Sul lavoro la sua capa (incapace come il mio Giuda) decide i cambiarla di team e dargli un paziente vegetale che lei detesta perché deve dedicargli il 100% del suo tempo.
Dato che ha un contratto a tempo indeterminato non é licenziabile se rimane incinta...anzi devono pagarla e finaziarla per tutta la gravidanza e oltre.

Facciamo due calcoli e decidiamo di buttarla sul paffuto :-)

Ritagliatevi la vostra libetá pagata.